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Venezia 64: In Concorso

IO NON SONO QUI (I'M NOT THERE)

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Lun, 10/09/2007 - 08:30
IO NON SONO QUI (I'M NOT THERE)
3 e mezzo

Il film di Todd Haynes è un'operazione sorprendente, che sconcerta e lascia a lungo interdetti. Costringe pubblico e critica a ritornare sul film a freddo, sviscerarne i mille rivoli (tanti quali le anime di Bob Dylan), comprenderne le finalità che hanno portato allo sperimentalismo della forma. Dalla fervida mente del regista di Far From Heaven, una biografia in cinema e musica come non se ne erano mai viste, dove chi è celebrato è assente (a partire dal titolo, preso da una session del '57) ma ciò che è presente gli somiglia molto.

Un film sulla vita di Bob Dylan. La storia segue sette personaggi, ognuno dei quali incarna un diverso aspetto della storia  privata e musicale di Dylan, e si tratta del primo progetto biografico su grande schermo a essere approvato dal grande musicista. Vengono descritti i primi giorni da folksinger nascente di Dylan, il suo imporsi nella scena folk dei primi anni 60, la controversa conversione al rock e alla chiatarra elettrica, la psichedelia e le droghe, l'incidente in moto,  il successivo ritiro a vita privata.

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LE CHAOS (HEYA FAWDA)

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Ven, 07/09/2007 - 17:15
LE CHAOS (HEYA FAWDA)
4 e mezzo

L'ultimo titolo in concorso è una grande, e piacevole conferma. Che il pubblico rischia di non comprendere, a causa di una messinscena volutamente aderente a clichés e stilemi kitsch del cinema di consumo egiziano, al quale siamo certamente abituati. Eppure l'abilità del veterano Chahine (classe 1926) nel travalicare i confini del suo paese con questa storia d'amore osteggiata dal cattivone di turno è incredibile. E mostra il Maestro al pieno della forma.

L'ossessione amorosa del bieco poliziotto Hatem nel quartiere cosmopolita di Choubra nel Cairo, mentre dilaga la corruzione tra le forze dell'ordine e le proteste popolari sono represse con la forza.

NIGHTWATCHING

Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Ven, 07/09/2007 - 09:52
NIGHTWATCHING
4

"L'omicidio non si addice a noi olandesi". Falsità smascherata dal più grande pittore olandese della sua epoca e per questo causa della sua rovina. È questo il Rembrandt "dipinto" da Peter Greenaway nel suo convincente Nightwatching, un film in costume di oltre due ore e mezza che riporta il cineasta britannico sulle corde del suo cinema migliore.

Incentrato sulla nascita di una delle più famose opere di Rembrandt, La ronda di notte, il film racconta la vita amorosa e professionale del pittore e le vicende che ruotarono attorno al celebre dipinto.

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SHENTAN (MAD DETECTIVE)

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Gio, 06/09/2007 - 15:12
SHENTAN (MAD DETECTIVE)
2 e mezzo

Il noir "demoniaco" di Johnnie To lascia l'amaro in bocca, nonostante l'asciuttezza dei suoi 89' regali tensione e partecipazione in più di un momento. Purtroppo, si tratta di acmi narrativi concentrati prevalentemente all'inizio e alla fine del film, che indubbiamente cattura sin dall'inizio, portando immediatamente il discorso su un piano estremo e presentandoci un antieroe capace, con la sua conclamata insanità mentale, di fare realmente tutto ciò che gli passa per la testa.

Bun è un detective psicotico i cui metodi non ortodossi gli sono costati il posto, nonostante i molti casi risolti. L'ultima follia, in particolare, lo costringe al ritiro. Recluso e solitario, Bun vede i demoni delle persone che incontra o conosce. Nessuno gli crede, tranne un poliziotto suo ex discepolo, convinto che solo lui possa risolvere il mistero legato alla sparizione di un agente.

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SUKIYAKI WESTERN DJANGO

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Gio, 06/09/2007 - 07:00
SUKIYAKI WESTERN DJANGO
2

Più che il sukiyaki (specialità giapponese a base di carne di manzo e verdure), l'appellativo più adeguato per l'operazione di wexploitation (ardito neologismo...) firmata  Takashi Miike sarebbe "Bucatini western". La definizione, infatti, racchiude in modo più che mai sintetico l'area geografica del genere, qui omaggiato alle soglie del remake, e la grana grossa della regia, senza però mai arrivare agli eccessi organici dei film che hanno reso celebre il regista.

Alla fine del 1100, durante le guerre Genpei, le bande rivali Minamoto e Taira si affrontano nella città di Yuda e un pistolero infallibile si schiera dalla parte degli abitanti.

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HELP ME EROS (BANG BANG WO AI SHEN)

Pubblicato da Gabriele Barcaro - Mer, 05/09/2007 - 09:50
HELP ME EROS (BANG BANG WO AI SHEN)
3

Dopo la Parigi di Damien Odoul, è il momento di Taipei, che nel film di Lee Kang-sheng si ritaglia il posto d'onore nell'atlante del desiderio della Mostra: ma con il francese dei primi giorni, il taiwanese di oggi condivide pure le tensioni maudit del protagonista, votato all'autodistruzione come (e più) de L'Histoire de Richard O. Alla bulimia erotica, però, il taiwanese sostituisce - meglio: sovrappone - l'anoressia affettiva di Ah Jie, che perde tutto giocando in Borsa, e cerca in un telefono amico "la voce umana" che lo salvi dalla metropoli notturna e madida di tensioni erotiche.

Ah Jie e' un giovane agente di borsa fallito che trova conforto nella coltivazione della marijuana in casa; disperato, chiama una hotline per suicidi ed entra in contatto con Chyi, una donna grassa ossessionata dal cibo da quando ha sposato un famoso cuoco. Ah Jie proietta le sue fantasie erotiche per Chyi, che non ha mai conosciuto, su una ragazza che lavora in un negozio di noci, portando la vicenda in un mondo onirico ed erotico, fatto di fantasie orgiastiche e di commedia nera.

LA GRAINE ET LE MULET

Pubblicato da Manuela Pinetti - Mar, 04/09/2007 - 17:10
LA GRAINE ET LE MULET
4 e mezzo

Kechiche con questo sorprendente film corale si fa cantore di un'avventura umana dall'ampio respiro che riesce ad estendersi - talento non comune - fino ai territori dell'epica. Con fluidità e semplicità narra la storia di una famiglia di migranti magrebini - una delle tante che vivono e lavorano in Francia - i cui componenti appartengono per lo meno a tre generazioni differenti. Con i suoi personaggi più veri del vero descritti come eroi nell'affrontare piccole e grandi difficoltà del quotidiano, La graine et le mulet sa commuovere e sa far sorridere, supportato da un armonico cast di attori - tutti non professionisti - egregiamente diretti e da una sceneggiatura pressoché perfetta.

Sète, il porto. Il signor Slimane, sessantenne malandato, si trascina per il cantiere navale del porto in un lavoro che è divenuto difficoltoso nel corso degli anni. Padre di famiglia divorziato, si ostina a rimanere vicino ai suoi, malgrado una storia familiare di rotture e tensioni che non fanno altro che ravvivarsi e le difficoltà finanziarie accrescere: attraversa un periodo della sua vita in cui tutto contribuisce a fargli provare un sentimento di inutilità.

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THE ASSASSINATION OF JESSE JAMES BY THE COWARD ROBERT FORD

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Lun, 03/09/2007 - 15:56
THE ASSASSINATION OF JESSE JAMES BY THE COWARD ROBERT FORD
3 e mezzo

Il titolo è esaustivo: una cronaca dettagliata e fedele di ciò che è stato tramandato ma che, forse, non è. Un western revisionista, fortemente voluto dai produttori d'eccezione Brad Pitt e Ridley Scott. E  a sorpresa (ammettiamo il pregiudizio), nelle quasi tre ore di visione assistiamo al riuscito, brusco, beffardo ridimensionamento del criminale Jesse James, e all'illustrazione della sostanziale differenza tra Cronaca e Storia.

Vita e morte di Jesse James (Brad Pitt), ex soldato confederato divenuto celeberrimo per aver compiuto, negli anni successivi alla Guerra di Secessione, innumerevoli atti di banditismo che furono interpretati e celebrati come un vero e proprio sabotaggio dell'espansionismo economico dell'Unione negli ex stati sudisti. Sulla sua testa viene posta una taglia tanto alta da indurre proprio uno dei membri più fidati della sua banda a tradirlo.

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IN THE VALLEY OF ELAH

Pubblicato da Manuela Pinetti - Dom, 02/09/2007 - 10:20
IN THE VALLEY OF ELAH
4

L'America guarda se stessa. Alcune cose che vede vanno bene, altre possono essere cambiate. Paul Haggis con In the Valley of Elah ci mostra la sua personale riflessione su cosa siano diventati e  dove stiano andando gli Stati Uniti post 11 settembre: il suo sguardo si mantiene al di sopra delle parti ed è sincero, paterno, tagliente. Il sentimentalismo, declinato quasi sempre nell'amor patrio, si palesa a tratti ma non inquina mai il classico rigore della sceneggiatura, che ancora il film nei confini del genere.

Mike sparisce dopo essere tornato dalla guerra in Iraq. Il padre Hank, militare anche lui, indaga di persona coinvolgendo la detective Emily Sanders. A Fort Rudd scopriranno una scomoda verità.

MICHAEL CLAYTON

Pubblicato da Domitilla Pirro - Sab, 01/09/2007 - 10:26
MICHAEL CLAYTON
1 e mezzo

Confuso. Incerto. Mal narrato. Dopo la recente figura barbina che il bel Clooney ha regalato ai giornalisti affamati di polemiche in conferenza stampa veneziana, Michael Clayton ci garba ancor meno. L'attore ha infatti reagito con ben poco savoir faire alla provocazione nata da una domanda circa la sua coerenza nell'essere contemporaneamente testimonial di una nota marca di caffè e voce di impegno civile (testuale: "Ci si dovrà pur guadagnare da vivere!").

Michael Clayton è un avvocato di New York che dopo 15 anni di servizio passati a ripulire i profili problematici dei suoi rinomati clienti, impara come gli stessi potrebbero tornare a perseguitarti facendoti passare il più brutto periodo della tua carriera quando ne mancano solo quattro al termine...

NESSUNA QUALITÀ AGLI EROI

Pubblicato da Giacomo d Alelio - Ven, 31/08/2007 - 17:38
NESSUNA QUALITÀ AGLI EROI
1 e mezzo

È il titolo di un quadro quello che definisce il nuovo film del regista torinese Paolo Franchi. Nessuna qualità agli eroi è l'opera che fece scoprire, nell'illusione filmica, ad una critica fino ad allora disattenta l'artista incompreso padre di Bruno, il protagonista interpretato da un sospeso Bruno Todeschini. Opera materica ispirata alla produzione dell'artista reale Fontana, mostra tutta la tensione che percorre il film - allegorica rappresentazione di una recherche verso l'accettazione della figura del padre, in tutte le sue possibili nomenclature generazionali e sentimentali - in una scena in cui l'alter ego incarnato dal fuori parte Elio Germano mette alla prova Bruno ponendolo di fronte alla scelta se incendiare o meno la tela.

Il quarantenne Bruno Ledeux ha un debito con l'usuraio Giorgio Neri ma tiene nascosto il fatto alla moglie Anne. Un giorno s'imbatte in un giovane, Luca, che scopre essere il figlio di Neri il quale, a sua volta, scompare improvvisamente...

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12

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Ven, 07/09/2007 - 15:50
12
2

Puntuale come uno svizzero, il russo Nikita Mikhalkov scende in campo e gioca la carta della forma accattivante di facile presa per accaparrarsi il consenso del pubblico festivaliero. Il suo nuovo film, girato "per compattare la sua troupe" in una pausa dal suo già temuto sequel del Sole Ingannatore, è un remake di La parola ai giurati di Lumet, riscaldato con molta, molta acqua e cotto a fuoco lento (almeno su questo, tutti concorderanno).

Un giovane ceceno è accusato dell'omicidio del proprio patrigno, l'ufficiale militare Spetsnaz. Dodici giurati sono chiamati a giudicare l'imputato, colpevole fino a prova contraria. Solo uno dei dodici è disposto a prendere almeno in considerazione l'innocenza del ragazzo, e riesce a vincere l'ostilità degli altri undici membri della giuria. Questi cominciano a chiedersi in cosa consista veramente il concetto di libertà.

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L’ORA DI PUNTA

Pubblicato da Domitilla Pirro - Gio, 06/09/2007 - 15:21
L’ORA DI PUNTA
mezzo

Povera Italia. Ammettiamolo, è meglio scatenare una polemica astiosa ed escludere del tutto le opere nostrane dalla Mostra prima di pentirci amaramente del discredito gettato sul cinema nazionale da lavori come questo. La proiezione è stata condita da una serie di ripetuti e diffusissimi scoppi di risate collettive, peraltro perfettamente giustificate... ma non previste dalla trama. Se si fosse trattato di un film comico, questa sarebbe stata un'indubbia dote. Avendo invece L'ora di punta tutt'altra aspirazione, è evidente che qualcosa non è andato per il verso giusto.

Filippo Costa, giovane agente della guardia di finanza di modesta estrazione sociale, cova una enorme ambizione che lo tiene a distanza dai suoi colleghi e dalle sue origini. All'inizio pensa di fare carriera all'interno del lavoro che si è scelto, ma quando si trova a confrontarsi direttamente con la corruzione capisce che può mirare molto più in alto.

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EN LA CIUDAD DE SYLVIA

Pubblicato da Manuela Pinetti - Gio, 06/09/2007 - 08:00
EN LA CIUDAD DE SYLVIA
3 e mezzo

Un ragazzo, due ragazze e una piccola città, Strasburgo, vera protagonista di questa storia senza storia, mostrata nudamente in tutta la sua quotidianità. La città e i suoi abitanti entrano ed escono dalla scena attraverso lunghe inquadrature fisse e giochi di riflessi in vetrine e finestrini del tram, portandosi dietro frammenti di vita talvolta identificabili altre no. Tra loro emerge un ragazzo, tampinato senza fretta dalla macchina da presa, colto nel suo vagare apparentemente senza un preciso scopo.

Un uomo ritorna a Strasburgo per provare a ritrovare una donna che aveva conosciuto anni prima.

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IL DOLCE E L’AMARO

Pubblicato da Domitilla Pirro - Mer, 05/09/2007 - 10:49
IL DOLCE E L’AMARO
1

"Iu nenti sacciu. Ragiono". Così, con frasi fatte e stereotipate di quelle che in Italia dovremmo tollerare come il fumo negli occhi, Andrea Porporati aggiunge pennellate su pennellate di folclore pasta-mafia-mandolino alla sua opera seconda Il dolce e l'amaro, portata in concorso alla 64. Mostra del Cinema di Venezia. Chissà il pubblico straniero quanto apprezzerà: un unico cliché lungo un'ora e quaranta sui pittoreschi gangster mangiaspaghetti è proprio quello che serviva al cinema nostrano per uscire dal tunnel. E gettarsi definitivamente in un pozzo.

Saro Scordia cresce nel quartiere palermitano di Kalsa, affascinato (e presto affiliato) dalla criminalità organizzata. Il film racconta la sua quotidianità, tra la fine degli anni '70 e i primi anni '90.

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THE DARJEELING LIMITED

Pubblicato da Rossella Rinaldi - Mar, 04/09/2007 - 18:09
THE DARJEELING LIMITED
3 e mezzo

Wes Anderson arriva per la prima volta al Lido con il suo quinto  film, un'opera colorata e surreale, e, come nella sua migliore tradizione che si ama o si odia. The Darjeeling Limited è un vero e proprio trip, in cui, dopo mezz'ora  di visione, si è costretti ad entrare in un tunnel psichedelico imposto dalle immagini. Per l'autore texano ancora una storia familiare ai limiti del grottesco: quella di tre fratelli che, alla morte del padre, fanno il classico viaggio spirituale in India alla ricerca di sé stessi, e nello specifico per ritrovare la madre e rinsaldare i propri rapporti.

Dopo la scomparsa del padre, tre fratelli si recano in India. Cercheranno di ricontattare la madre, suora missionaria, e di ritornare a essere uniti come lo sono stati da piccoli.

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THE SUN ALSO RISES (TAY YANG ZHAO CHANG SHENG QI)

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Mar, 04/09/2007 - 15:23
THE SUN ALSO RISES (TAY YANG ZHAO CHANG SHENG QI)
3

Ecco il "film da festival" che, appunto, a un Festival non manca mai. Il film che godrà di almeno un toto-nomination nelle ventiquattr'ore precedenti la consegna del Leone d'Oro. Quello dai meriti estetici tali (fotografia gradevole, struttura narrativa accattivante, poesia dichiarata quando non ostentata) da convincere oltre i propri meriti un po' tutti. Nella speranza che, grattata la patina, ci sia anche altro.

Tre storie ambientate in epoche e luoghi differenti, ma in qualche modo collegate tra loro: una ambientata in un villaggio Yunnan, una in un campus universitario e un'altra nel deserto del Gobi...

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GLI AMORI DI ASTREA E CELADON (LES AMOURS D'ASTRÉE ET CÉLADON)

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Dom, 02/09/2007 - 10:41
GLI AMORI DI ASTREA E CELADON (LES AMOURS D'ASTRÉE ET CÉLADON)
3

L'ultimo film di Eric Rohmer, che saluta affettuosamente il suo pubblico (età e salute non gli permettono di presenziare a Venezia), è (sic) un vero e proprio film di Eric Rohmer: delicato, lieve, senza tempo. In una Mostra che giorno per giorno, da De Palma ad Haggis, continua a proporre inquietanti commistioni (tecniche o tematiche) tra cinema e video, Gli amori di Astrea e Celadon è per lo spettatore repentina, inaspettata finestra su un'epoca, e un cinema, che ormai non esiste più.

In una meravigliosa foresta, all'epoca dei druidi, il pastore Céladon e la pastorella Astrée si amano di un amore puro. Fuorviato da un pretendente, Astrée abbandona Céladon che, per la disperazione, si butta in un fiume. Lei lo crede morto, ma in realtà Céladon viene segretamente tratto in salvo dalle ninfe.
Fedele alla sua promessa di non riapparire agli occhi della sua bella, Céladon dovrà superare delle prove. Pazzo d'amore e di disperazione, ambito dalle ninfe, costretto a mascherarsi da donna per nascondersi a colei che ama, saprà farsi riconoscere senza rompere il suo giuramento?

IT’S A FREE WORLD… (IN QUESTO MONDO LIBERO...)

Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Sab, 01/09/2007 - 21:00
IT’S A FREE WORLD… (IN QUESTO MONDO LIBERO...)
3 e mezzo

"Sono stanco delle bugie di questo Paese". Ken Loach non usa mai mezzi termini e questa frase riassume il suo sentire oggi nei confronti della sua terra natale. Le parole escono dalla bocca di un giovane polacco emigrato a Londra, sito tra i maggiori incroci migratori del mondo. Con It's a free world l'autore britannico prosegue il suo percorso di denuncia delle ingiustizie sociali e la sua ormai decennale collaborazione con lo sceneggiatore Paul Laverty.

Nella Londra multietnica di oggi, la trentenne Angie apre un'agenzia di selezione del personale insieme alla coinquilina e amica Rose. Ben presto si affaccerà ad una realtà sociale fatta dei problemi legati al mondo della forza lavoro che non conosceva...

REDACTED

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Sab, 01/09/2007 - 10:22
REDACTED
1 e mezzo

Probabilmente ci sfugge qualcosa, o forse è tutto qui. La visione di Redacted lascia francamente perplessi sulla validità dell'operazione dell'ultimo De Palma. E non tanto per l'abilità tecnica della medesima, ineccepibile nel riproporre la sporca casualità del video amatoriale, perfetta nella costruzione dell'ennesimo falso d'autore. Ma per ciò che viene raccontato, il vero del quotidiano USA in Iraq, talmente vero da apparire scontato. Anche troppo.

La guerra in Iraq. Cinque giovani marines americani si macchiano di un crimine terribile. Il 12 marzo 2006 in un paesino nei pressi di Mamhudiya violentano una quattordicenne irachena e poi la uccidono insieme ai suoi familiari. Solo all'inizio dell'estate vengono accusati da un commilitone che deposita la sua testimonianza. Intanto i media cercano con ogni mezzo di nascondere gli orrori della guerra.

SE, JIE (LUST, CAUTION)

Pubblicato da Manuela Pinetti - Gio, 30/08/2007 - 17:48
SE, JIE (LUST, CAUTION)
2 e mezzo

Tra il 1935 e il 1942, nella Cina occupata dai giapponesi, si consuma la torbida passione tra la signora Mak (Wei Tang), studentessa e attrice dilettante votata anima e corpo -  è il caso di dirlo - alla Resistenza, e il signor Yee (Tony Leung), losco individuo dalle mille e segretissime attività e con troppi  legami con l'occupante nipponico. Un thriller erotico  ben confezionato ma con qualche caduta di troppo nel genere "polpettone": al terzo salto temporale, tra flashback e flashforward, la tensione inesorabilmente tende a scemare.

Storia di spionaggio ambientata durante la seconda guerra mondiale, a Shangai. Una donna viene coinvolta in un complotto per uccidere un collaboratore dei giapponesi, che allo stesso tempo è un eminente membro del governo locale. Il piano prevede una complicata messa in scena e la necessità che la giovane si conquisti la fiducia della vittima predestinata.

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