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Argomenti del forum attivi
Venezia 63: In Concorso
MUSHI-SHI (BUGMASTER)
Pubblicato da Valerio Sammarco - Ven, 08/09/2006 - 22:02
2 e mezzo
Mushi: le anime fantasma della natura che penetrano nei vivi… e nei morti. È decisamente suggestivo e a tratti disarmante il ritorno al live-action del grande Katsuhiro Otomo, chiamato al difficile compito di trasporre il manga omonimo di Yuki Urusibara (“Mushi-shi”, appunto, letteralmente “Maestro di Mushi”) cui il film fa riferimento.
Mushi-shi è tratto dal manga omonimo di Uushibara Yuki e segna soprattutto il ritorno al live-action di Katsuhiro Otomo (dopo World Apartment Horror del 1991). I Mushi sono degli esseri estranei al mondo animale e vegetale, dall’aspetto grottesco ed umile, invisibili all’occhio umano e in grado di provocare eventi soprannaturali, quindi circondati da paura e riverenza. Ginko è un Mushi-shi, colui che studia i Mushi; viaggia per il Giappone alla ricerca di testimonianze e di persone che abbiano avuto contatti con questi particolari esseri.
NUOVOMONDO – THE GOLDEN DOOR
Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Ven, 08/09/2006 - 19:20
5
Una lunghissima ovazione saluta il più bel film della mostra del Cinema. Nuovomondo, atteso al varco da molti, riconcilia lo spettatore con il cinema e merita a nostro avviso il Leone d’Oro, vista la palese mancanza di concorrenti, oggi bruscamente ridimensionati nelle loro ambizioni (salvo scandalose decisioni della giuria).
Inizi del Novecento. Sicilia. Una decisione cambierà la vita di una famiglia intera: scegliere di lasciarsi il passato alle spalle, e iniziare una vita nuova nel Nuovo Mondo.
Salvatore vende tutto: la casa, la terra, gli animali, per portare i figli e la vecchia madre in un posto dove ci sarà più lavoro e più pane per tutti.
QUEI LORO INCONTRI
Pubblicato da Alessandra Meo - Gio, 07/09/2006 - 20:45
2
Rigore ed essenzialità: il cinema di Straub-Huillet non conosce cedimenti e, negli anni, con straordinaria coerenza porta avanti un discorso espressivo che non si è mai piegato alle esigenze di convertirsi in un linguaggio di più facile approccio, leggasi pure “commerciale”. A questa Mostra veneziana la coppia (francese di nascita ma ormai italiana di adozione) ha presentato in concorso un film le cui suggestioni attingono da Cesare Pavese e da “Le cinq dernieres Dialogue avec Leucò”.
I contadini post Seconda Guerra Mondiale di Pavese, su ispirazione dei suoi Dialoghi con Leucò, che già Straub e Huillet avevano messo in scena nel maggio 2005, al teatro Francesco di Bartolo con il titolo Quei loro incontri gli uomini/gli dei. Si tratta, essenzialmente, del seguito di Dalla nube alla Resistenza che i due registi realizzarono nel 1979.
SANXIA HAOREN - L'ANIMA BUONA DELLE TRE GOLE
Pubblicato da Valerio Sammarco - Mer, 06/09/2006 - 21:55
3
Già presente alla Mostra nella sezione Orizzonti Doc con Dong, il cinese Jia Zhang-Ke porta in Concorso (a sorpresa) questo interessante e impegnativo lavoro “di finzione” girato e ambientato nel villaggio di Zhengjie, prossimo alla sparizione dopo 2000 anni di storia per lasciar spazio a nuove costruzioni, conseguenti la mastodontica novità rappresentata dalla diga delle Tre Gole.
Il vecchio villaggio di Fengjie è già sommerso, ma il nuovo quartiere che sorgerà nei dintorni è ancora in costruzione. Ci sono cose da salvare e cose da lasciare indietro. Han Samming, un minatore, si reca a Fengjie in cerca della ex moglie che non vede da 16 anni. Si incontrano presso il fiume Yangzi e decidono di risposarsi.
LA STELLA CHE NON C’È
Pubblicato da Valerio Sammarco - Mar, 05/09/2006 - 21:00
3 e mezzo
Non sappiamo nulla di Vincenzo Buonavolontà (un Castellitto nuovamente convincente), a parte il fatto che per trent'anni è stato il manutentore specializzato in una fabbrica di Bagnoli passata ora ad una proprietà cinese.
E' un uomo senza passato, direbbe Kaurismaki o, più probabilmente, è un personaggio che di fronte ad un avvenimento definitivo (la dismissione, appunto, come da titolo del libro di Ermanno Rea cui il film di Amelio fa liberamente riferimento) e solamente da lui conosciuto (il malfunzionamento di una centralina dell'altoforno venduto ed esportato) reagisce in maniera apparentemente esagerata, raggiungendo addirittura la Cina per consegnare ai nuovi proprietari quel pezzo finalmente riparato.
Vincenzo Buonavolontà, operaio specializzato nei controlli delle macchine del centro siderurgico di Bagnoli, viene incaricato della dismissione e della vendita dell’impianto della Colate Continue ai cinesi. Al termine del lavoro, Vincenzo, scopre che è stata venduta anche una macchina difettosa che aveva causato anni prima, la morte di un operaio. Per evitare incidenti gravi causati dal difetto della macchina, Vincenzo parte per la Cina allo scopo di trovare l’altoforno ed aggiustarlo dotandolo di una nuova centralina idraulica.
HEI YANQUAN - I DON'T WANT TO SLEEP ALONE
Pubblicato da Rossella Rinaldi - Mar, 05/09/2006 - 18:11
3
Tsai Ming-Liang è uno di quegli autori che o si amano o si odiano. D'altro canto la visione dei suoi film può risultare intollerabile se si fa parte del secondo gruppo. Ancora una volta il regista taiwanese torna a riflettere a suo modo sulle tematiche sentimentali e sulla condizione di solitudine dell'individuo contemporaneo, ma stavolta inserendo una connotazione sociale: i protagonisti sono degli immigrati clandestini del Bangladesh che vivono ammassati in squallidi edifici abbandonati di periferia.
Dopo essere stato aggredito e derubato, di notte, a Kuala Lumpur, Hsiao-kang (Lee Kang-Sheng), un senzatetto cinese, viene raccolto da alcuni lavoratori originari del Bangladesh. Uno di loro, Rawang (Norman Bin Atun), lo lascia dormire al suo fianco su un vecchio materasso trovato in strada. Più tardi, quando Chyi (Chen Siang-Chyi), cameriera in un bar, incontra Hsiao-kang, è attratta da lui, ma…
THE FOUNTAIN
Pubblicato da Valerio Sammarco - Lun, 04/09/2006 - 18:29
mezzo
Un regista di culto, si sa, torna dietro la macchina da presa anche dopo lunghe scadenze.
Darren Aronofsky, esploso nel 2000 con il pregevole Requiem for a Dream (visto in Italia solo due anni più tardi, in pay-tv) ma ancor più apprezzato, almeno per chi scrive, dopo il folgorante esordio al lungometraggio con Pi – Il teorema del delirio (1997, anche questo inedito in Italia) si concede una pausa di sei anni e, supportato (oltre che dalla sua Protozoa Pictures, società fondata con Eric Watson nel 1996, tre anni dopo la realizzazione dell’omonimo cortometraggio, interpretato da Lucy Liu) da colossi come Warner Bros. (produzione e distribuzione USA) e 20th Century Fox (distribuzione internazionale) realizza questo The Fountain, titolo che finalmente (?) lo sdoganerà anche a livello commerciale.
Tre differenti periodi storici, un segmento ambientato nel XVI secolo nell'America, il secondo ai giorni nostri e il terzo nel XXVI secolo, in piena fase di esplorazione spaziale. Un unico protagonista (Jackman), che attraversa le epoche cercando disperatamente di salvare la donna che ama, tentativo romantico che si intreccia alla ricerca del mitico Albero della Vita e della favoleggiata Fonte dell'Eterna Giovinezza.
FALLING
Pubblicato da Alessandra Meo - Lun, 04/09/2006 - 11:51
1
Fallen, ovvero un film di una donna sulle donne che piacerà (ma non diamolo per scontato) solo a taluni uomini. Se ci fosse stato ancora bisogno, ma non c’era, che qualche regista si accollasse l’onore di raccontare la crisi delle trentenni questo di Barbara Albert sarebbe anche stato un film accettabile…
Cinque amiche di una trentina d’anni - Nina, Brigitte, Alex, Nicole e Carmen – si ritrovano dopo quattordici anni nella loro città natale in occasione del funerale del loro professore più caro.
La riunione prosegue inaspettatamente durante tutta la notte e il giorno seguente, trasportandole in un viaggio nel passato, presente e futuro, in cui le vecchie ferite si riaprono, ma le amicizie si riscoprono.
COEURS (PRIVATE FEARS IN PUBLIC PLACES)
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Sab, 02/09/2006 - 16:48
4
Nel cinema, come nel teatro, tra le doti di un autore vi è quella di saper mascherare un dramma da commedia. Se poi l’operazione viene fatta con stile ed eleganza l’autore in questione si eleva a maestro. E di un indiscusso “Auteur” parliamo riferendoci ad Alain Resnais, che con 50 anni di carriera alle spalle, è ancora in grado di stupire il suo pubblico. Lo ha fatto (e bene) con questo Coeurs (titolo provvisorio italiano Piccole paure condivise), tratto dalla piece teatrale di Alan Ayckbourn, "Private Fears in Public Places".
Nicole cerca in tutti i modi di far funzionare il suo rapporto con il fidanzato Dan, ex militare con problemi di alcoolismo. Thierry, è un agente immobiliare che vive con la sorella Gaëlle - una donna che cerca disperatamente l'amore - ed ha una relazione con Charlotte, una sua collega piena di contraddizioni morali che ha deciso di prendersi cura di Arthur, anziano padre malato del solitario barman Lionel, il cui miglior cliente è lo stesso Dan...
HOLLYWOODLAND
Pubblicato da Manuela Pinetti - Ven, 01/09/2006 - 16:15
3
Venezia 2006. L’America ama raccontarsi. Ma se World Trade Center e When the Leeves Broke. A Requiem in Four Acts parlano dell’oggi, Infamous, The Black Dahlia e Hollywoodland propongono uno sguardo nostalgico sull’America tra i Quaranta e la fine dei Cinquanta, quella in cui gli uomini portavano il cappello e le donne erano eleganti e bellissime, sempre con il rossetto di fuoco sulle labbra.
Il film esplora una delle vicende (reali) di Hollywood meno famose. L’attore George Reeves (Ben Affleck), celebre interprete del Superman televisivo, viene trovato morto nella sua villa ad Hollywood il 16 giugno del 1959, lasciando la sua fidanzata, l’aspirante attrice Leonore Lemmon (Robin Tunnel) e milioni di fan sconvolti per la sua morte. Ma la madre non crede al suicidio, e viene assoldato – per 50 dollari al giorno – il detective privato Louis Simo (Adrien Brody), e le indagini porteranno a sviluppi non prevedibili. Simo scoprirà, infatti, che l'attore aveva una storia con Toni (Diane Lane), moglie del produttore Eddie Mannix (Bob Hoskins), e questo potrebbe essere un valido movente per un omicidio.
DARATT
Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Ven, 01/09/2006 - 15:15
2
La guerra civile, in Ciad, è durata quarant’anni, mettendo tutti contro tutti. Al termine del conflitto un’amnistia generale ha impedito che venisse fatta giustizia e rimesso in libertà gli assassini, che ora sono persone “normali” in mezzo ad altre persone “normali”. Haroun vuole parlare di odio, rabbia, ingiustizia e vendetta: e, nel mezzo, dei timori e delle insicurezze di chi, un ragazzino, questa vendetta vuole compierla.
Atim, un ragazzo di 16 anni, raggiunge il villaggio di colui che assassinò suo padre anni prima, durante la guerra civile. Intenzionato a vendicarsi di lui, Atim si fa assumere come garzone nella sua panetteria. Il panettiere decide di adottarlo…
NUE PROPRIETÈ - PRIVATE PROPERTY
Pubblicato da Alessandra Meo - Gio, 07/09/2006 - 21:20
3 e mezzo
Un nucleo famigliare allo sbando è al centro di Nue Proprieté: due genitori separati da tempo che continuano a litigare ogni volta che si incontrano e due gemelli che hanno nei loro confronti, ma soprattutto verso la madre con la quale vivono, un rapporto diverso, aggressivo l’uno, più comprensivo l’altro. Sullo sfondo di tutto la grande casa che, messa in vendita, scatena il vortice di sospetti, animosità e violenza.
Pascale vive in un antico cascinale ristrutturato del Brabant Wallon con i figli gemelli Francois e Thierry, due ragazzi adulti incapaci di prendersi cura di sé stessi. Da tempo i rapporti che lei intrattiene con loro sono divenuti troppo stretti. Malgrado abbiano divorziato da molto tempo, Pascale e suo marito continuano a dilaniarsi sotto gli occhi dei figli. L’amante di Pascale la incoraggia a vendere la dimora per aprire un albergo nelle Alte Alpi, ma Francois e Thierry si oppongono con violenza. La madre chiede al suo amante di intervenire per convincere i figli. L’incontro ha un brutto esito e l’amante si allontana. Disperata, la madre lascia la casa di famiglia. In sua assenza, si scatena una guerra tra i gemelli, costretti ad affrontare i legami che li uniscono…
EJFORIJA - EUPHORIA
Pubblicato da Rossella Rinaldi - Mer, 06/09/2006 - 22:16
4
Ivan Virypayev con il suo primo lungometraggio pone una vera e propria ipoteca sul Leone d’Oro di questa Mostra. Regista e autore teatrale di successo, rappresentato anche al di fuori dalla Russia, l’autore dà vita ad un’opera innovativa e prorompente sin dalle prime immagini. Musiche coinvolgenti, lunghe panoramiche aeree sul fiume Don, carrellate interminabili lungo la steppa desolata: la macchina da presa solo incidentalmente incontra i due protagonisti. Un amore improvviso, disarmante il loro, che scoppia sin dalla prima sequenza e sconvolge il normale fluire delle cose.
Si sono visti solo una volta, ubriachi, durante un matrimonio. I loro occhi si sono incontrati . Qualcosa che loro non hanno mai conosciuto prima, qualcosa che loro non possono comprendere è successo. Ora non possono vivere e respirare senza l’altro. Come se la corrente di un fiume in piena, quasi un magnetismo cosmico, li spinga insieme con irresistibile intensità. Non appartengono più a loro stessi, ai loro familiari, ai loro amici.
L’INTOUCHABLE
Pubblicato da Rossella Rinaldi - Mer, 06/09/2006 - 21:21
1
Passato abbastanza inosservato nel calderone festivaliero, il film di Jacquot parte da buone premesse che non vengono sviluppate dalla sceneggiatura. Jeanne, la protagonista, ha il volto difficile, irregolare ed espressivo di Isild Le Besco, molto brava, già interprete degli ultimi due film del regista. Il film inizia con uno schiaffo, dato paradossalmente a un erede degli Intoccabili, una delle più alte caste indiane.
Il giorno del suo compleanno, Jeanne (Isild Le Besco) scopre dalla madre (Bérangère Bonvoisin) che suo padre è un indiano, indiano dell’India, incontrato in viaggio. Un “Intoccabile”, specifica sua madre. Jeanne è un’attrice, e abbandona le prove di ”Sainte Jeanne des Abattoirs”, l’opera teatrale di cui il fidanzato è regista. Per poter partire subito per l’India, accetta dal suo agente un ruolo per il cinema che precedentemente aveva rifiutato: lo svolgerà come un calvario autoinflitto.
FANGZHU - EXILED
Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Mar, 05/09/2006 - 20:45
4
Un formidabile artigiano del cinema. Parliamo di Johnnie To, capace di strappare meritati applausi per questo solido e maturo film di genere, che guarda ai classici con lucida consapevolezza, senza esagerare e brillando di luce propria. To riunisce in pratica l’intero cast di The Mission cambiandone volutamente la rotta, sotto il segno di un’ironia a tratti contagiosa.
1998, Macao. Non c’è anima viva che si faccia scappare un’opportunità per far soldi velocemente, prima che la colonia portoghese approdi a una nuova era sotto il governo cinese. Due killers vengono da Hong Kong per far fuori un membro rinnegato del loro gruppo, in fuga per rifarsi una vita con la moglie e il figlio appena nato. Presto si trovano alle prese con altri due ex membri del gruppo, decisi a opporsi a loro a ogni costo...
BOBBY [Work in Progress]
Pubblicato da Alessandra Meo - Mar, 05/09/2006 - 00:58
4
Da Hollywood si sa non si può pretendere asciuttezza e così neanche da questo Bobby, per altro impreziosito da un’infilata di star, si poteva pretendere il rigore. Tuttavia sarebbe scorretto marchiare di eccessivo patriottismo un film che invece ha nell’equilibrio il suo pregio maggiore.
Il film racconta l’ultima notte di vita del senatore Robert F. Kennedy, ucciso all’Hotel Ambassador di Los Angeles il 6 giugno del 1968. Tutto si concentra poi sul luogo del delitto, analizzando gli aspetti misteriosi che si celano dietro la vicenda e seguendo le storie di quanti erano presenti nell’albergo durante quella tragica notte.
CHILDREN OF MEN - I FIGLI DEGLI UOMINI
Pubblicato da Alessandra Meo - Lun, 04/09/2006 - 13:46
4
In un futuro molto prossimo dove ciò che ora è all’inizio sarà al suo culmine, l’uomo non sarà più in grado di procreare ed avrà costruito città lager dove deportare e rinchiudere i suoi simili di diversa etnia. Allora, l’unica possibilità di salvezza sarà affidata ai vagiti di un neonato.
Lasciatosi alle spalle la levità e la spensieratezza del mondo adolescenziale di Y tu mamà tambien, Alfonso Cuaron torna al Lido con un film cupo e violento dal quale sembra bandita anche la speranza.
Il mondo della prossima generazione è caduto nell’anarchia sulla scia di un difetto nella capacità della sua popolazione di riprodursi. Il più giovane cittadino del mondo è appena morto all’età di 18 anni e l’umanità si trova ad affrontare la probabilità della sua stessa estinzione. In una Londra lacerata dalla violenza e dalle guerre di sette nazionalistiche, il disilluso burocrate Theo diventa l’improbabile difensore della sopravvivenza della Terra. Quando l’ultima speranza del pianeta viene minacciata, questo riluttante attivista è costretto ad affrontare i suoi demoni e a difendere la Terra da sicuri pericoli.
PAPRIKA
Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Sab, 02/09/2006 - 17:42
4
Da Satoshi Kon è piuttosto difficile, oramai, aspettarsi una delusione. Parliamo di un autore che tramite il mezzo espressivo dell’anime non rinuncia mai a cimentarsi con temi adulti e ambiziosi, partendo da atmosfere noir progressivamente contaminate e stratificate da digressioni personali quanto affascinanti. Almeno per chi non parte prevenuto verso il genere, come quei giornalisti che hanno abbandonato la sala dopo appena trenta minuti (ma non gli avevano detto che si trattava di un cartone animato)?
Siamo nel 2004. La vicenda narra la storia di Atsuko, una psichiatra famosa anche come detective con il nome di Paprika. I suoi metodi particolari consistono nel penetrare nei sogni dei suoi clienti per scoprire le cause delle loro psicosi. Quando gli vengono rubati i suoi strumenti lavorativi dovrà indagare sul furto per aiutare i suoi pazienti.
THE QUEEN
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Sab, 02/09/2006 - 16:43
4 e mezzo
Un tema inedito, una sfida difficilissima. Raccontare le reazioni della Royal Family e del Governo Blair alla morte accidentale di Lady Diana, e soprattutto, rappresentarne le difficoltà nel gestire la tragedia di fronte al popolo britannico. Cosa pensare, cosa dire, cosa fingere. C’era attesa dietro al film The Queen di Stephen Frears ed è stata appagata perché, ad avviso di chi scrive, è il miglior lavoro visto finora in concorso a Venezia 63.
All’indomani della tragica scomparsa della principessa Diana, la famiglia reale e il Primo Ministro Tony Blair devono trovare un modo per rassicurare e riavvicinare il proprio popolo sgomento. Questo rappresenta un duro lavoro soprattutto per la sovrana, Elisabetta II.
ZWARTBOEK - BLACK BOOK
Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Ven, 01/09/2006 - 16:00
2
Ci sono registi versatili e duttili, in grado di adeguare il proprio punto di vista quando non il loro stile narrativo a qualcosa di più grande di loro. Come, ad esempio, la Storia con la S maiuscola. Una scelta legata (si pensi a Polanski, col Pianista) alla necessità oggettiva, da parte del regista, di come raccontare ciò che deve essere raccontato. Naturalmente non c’era il minimo dubbio che un regista come Verhoeven si guardasse bene dal porsi anche uno solo di questi problemi.
Olanda. Estate 1944. Rachel, una giovane cantante ebrea tedesca, insieme alla sua famiglia ed ad altri ebrei, sta cercando di scappare via mare per raggiungere i territori liberati dagli alleati, ma vengono intercettati da una pattuglia tedesca che fa una strage. L’unica che riesce a scampare è proprio Rachel…
Riesce a prendere contatti con la resistenza olandese ed anche lei entra a far parte della squadra col nome di Ellis de Vries. Oltre a fare il suo dovere di patriota, infiltrandosi come agente segreto, cerca anche di scoprire chi ha tradito lei e la sua famiglia. Ma ad un certo punto viene accusata di fare il doppio gioco! Solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale verrà riconosciuta innocente delle colpe addebitategli e potrà finalmente scoprire chi tradì veramente durante la sua fuga e quella dei suoi genitori.
SANG SATTAWAT – SYNDROMES AND A CENTURY
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Gio, 31/08/2006 - 14:40
1 e mezzo
Nasce da vicende biografiche l’attrazione di Apichatpong Weerasethakul nei confronti dell’ambiente ospedaliero: “I miei genitori erano medici. Mia madre mi portava spesso con sé nel suo studio, una stanza poco illuminata che si affacciava sul reparto di pediatria. Il film – spiega il regista tailandese – è un esperimento che mira a ricreare la vita dei miei genitori prima che io nascessi, e che include anche la vita di coloro che oggi mi hanno influenzato”.
Storia 1: In un ospedale di una piccola cittadina, un giovanotto prova a corteggiare la dottoressa Thoey. E’ terribilmente timido, ma prova con tutte le forze a dichiararle il suo amore. La dottoressa, però, non sembra corrispondere al sentimento, e continua ad interrogarsi su quello che prova per un uomo conosciuto tempo prima, proprietario di una collezione di orchidee conosciuto qualche giorno prima.















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