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Venezia 63: Eventi Speciali
C'EST GRADIVA QUI VOUS APPELLE
Pubblicato da Manuela Pinetti - Sab, 09/09/2006 - 21:18
1 e mezzo
Lo storico d’arte John Locke (James Wilby) è a Marrakech alla ricerca di alcuni bozzetti, creduti perduti, di Delacroix. Incubi terribili turbano i suoi sonni: una donna uccisa violentemente, e l’assassino è proprio lui. Sogno e realtà si fondono sempre più, ma, forse, è in atto una congiura a sue spese.
In una casbah vicino Marrakech, John Locke (James Wilby), storico dell’arte, ha trasformato in studio e appartamento la parte ancora abitabile di un vecchio palazzo ormai in rovina. Sotto l’occhio geloso di una enigmatica cameriera, la giovanissima Belkis (Arielle Dombasle), sta effettuando uno studio sulla pittura orientale, con in primo piano Delacroix e il suo soggiorno in Marocco. Ma una serie di avvenimenti in apparenza marginali comincerà a turbare un quieto soggiorno di studio e sensualità.
PASOLINI PROSSIMO NOSTRO
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Ven, 08/09/2006 - 18:14
4
“Presto la nostra società sarà una commistione tra la borghesia occidentale e i popoli del terzo mondo. La razionalità europea unita all’irrazionalità di queste popolazioni. Questa sarà la modernità”. Era il 1975 quando Pier Paolo Pasolini pronunciò la sua previsione - azzeccata - sul futuro. Sono passati 30 anni e sentire la sua voce per oltre un’ora di testimonianza nel bel documentario Pasolini prossimo nostro di Giuseppe Bertolucci crea non poche emozioni. Preciso, lucido e tranquillo, mentre accusa della tragedia socio-culturale che già la sua epoca avvertiva.
Dal set di Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), Pier Paolo Pasolini rilascia una lunga intervista (al giornalista Gideon Bachmann per Il corriere della sera) che si trasforma un lucido attacco alla società a lui contemporanea, proprio in un periodo in cui l’opera del grande artista stava suscitando il massimo scalpore. Il documentario di Bertolucci si avvale di ben 50 minuti di materiale completamente inedito. Salò fu l’ultimo film realizzato da Pasolini prima di essere assassinato a Ostia.
IL MIO PAESE
Pubblicato da Fabio Melandri - Gio, 07/09/2006 - 16:25
2
Tra il 1959 e il 1960 Joris Ivens, documentarista di rilevanza internazionale, realizzò su commissione di Enrico Mattei, Presidente dell’Eni, un film intitolato L’Italia non è un paese povero. Un viaggio dal nord industriale al sud contadino attraverso un’Italia che si stava risollevando dalle macerie del secondo conflitto mondiale. Oggi quelle immagini in bianco e nero rappresentano la mappa di un nuovo viaggio che il regista Daniele Vicari ha intrapreso a ritroso per scoprire l’evoluzione di quel paese, verificando il grado di maturazione di quei semi piantati quarant’anni prima.
Tra il 1959 e il 1960 Joris Ivens realizzò su commissione di Enrico Mattei un film dal titolo emblematico: L’Italia non è un paese povero. Viaggiando dal nord rinato dalle macerie della guerra, al sud ancora fortemente arretrato, Ivens raccontò lo sforzo di industrializzazione di un paese che i lì a poco sarebbe divenuto una potenza industriale. Tra il 2005 e il 2006 Daniele Vicari ripercorre l’Italia in senso inverso per raccontarne il presente, segnato dalla crisi economica e dalla perdita di competitività internazionale.
KILL GIL (VOL. II)
Pubblicato da La Redazione - Lun, 31/07/2006 - 23:59
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New York, 11 Settembre 2001. Sono passati cinque anni, ma a me sembra sia passato un secolo! A volte sembra sia successo ieri… Cinque lunghi anni in cui mi è successo tutto e il contrario di tutto.
Quel giorno ero lì, abitavo a New York con mia moglie Eddy. Quel giorno il terrore è entrato in casa nostra... probabilmente lo stesso terrore che abbiamo poi portato, moltiplicato per mille, nelle case degli iracheni.






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