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Argomenti del forum attivi
Venezia 62: Settimana Internazionale della Critica
MATER NATURA
Pubblicato da Rossella Rinaldi - Mer, 14/09/2005 - 15:38
2
Preannunciato da un Trans Day e da un Trans Party (però non molto trasgressivo) gettonatissimo, l’unico film italiano in concorso quest’anno nell’ambito della Settimana della Critica, è l’opera prima di un trentottenne regista napoletano che viene dal teatro, ma si annuncia come uno dei migliori film sia del SIC che dei film italiani presenti qui a Venezia.
Desiderio è un giovane transessuale di carattere sensibile, generoso e pieno di vita. Dopo aver conosciuto Andrea, un bellissimo ragazzo che gestisce un autolavaggio, Desiderio decide di cambiare vita e di fare progetti per il futuro insieme a lui. Nonostante i due si amino, Desiderio viene a scoprire che Andrea è in procinto di sposarsi con una giovane cameriera, Maria.
PAVEE LACKEEN (La ragazza Pavee)
Pubblicato da Mauro Conciatori - Mer, 07/09/2005 - 09:44
5
I Traveller o i Pavee, come si dice nel loro idioma, chi sono realmente? In un bellissimo libro di Richard Love e William Shaw, con foto di Alan Lodge (che dal ’79 documenta la vita dei Traveller) vengono descritti da loro stessi in una serie di racconti orali raccolti dai due giornalisti. Ebbene i Traveller sono i nuovi nomadi che seguono il corso della vita così come viene, e solo in Gran Bretagna sono oltre mezzo milione gli appartenenti a questa “tribù” senza radici. Nascono dai movimenti hippie degli anni 60/70 e si sono sviluppati in questi nomadi senza legge e né tetto, ed ora, finito il tempo dei grandi viaggi, anche senza futuro.
È la storia di Winnie, una ragazzina di circa dieci anni che vive alla periferia industriale di Dublino assieme alla madre e ai fratelli. Winnie è una “Pavee”, ovvero appartiene alla comunità irlandese dei “Traveller” e vive, come loro, in un vecchio camper, assieme alla famiglia. Il padre è andato via anni prima e la madre, rude ma solida, cerca di far fronte alle difficoltà della vita con dignità e con la discrezione imposta dall’innato orgoglio dei “Traveller”, ma senza scendere a compromessi con gli assistenti sociali, che pure di tanto in tanto si fanno vivi per aiutarli. Winnie va a scuola svogliatamente, disegna molto bene ma vorrebbe studiare in un istituto non destinato a quelli come lei: benché ancora piccola, la ragazzina inizia a fare i conti con la sua identità e con le difficoltà che lo stile di vita della sua comunità determina.
YADASHT BAR ZAMIN (Tracce sulla Terra)
Pubblicato da Mauro Conciatori - Mer, 07/09/2005 - 09:36
3 e mezzo
Un padre disperato, quando gli nasce una figlia morta, chiede a Dio la spiegazione dell’evento drammatico. Ma non ha risposta. Un giorno, osservando gli uomini del proprio villaggio che si divertono in modo scomposto e volgare, capisce che Dio gli sta inviando un messaggio: il figlio gli è stato sottratto per non farlo vivere in quel mondo osceno, e lui come un’arma divina dovrà uccidere tutti i bambini del villaggio per lo stesso motivo, trasformandosi in un “serial killer religioso”, che quando verrà scoperto dalla folla inferocita subirà le conseguenze delle sue gesta orribili perpetrate in nome di Dio.
Una donna sposata sta per partorire, ma il bambino nasce già morto. Il marito non si dà pace, chiedendo a Dio la spiegazione di un evento così tragico. Un giorno, osservando gli abitanti del proprio villaggio gozzovigliare in maniera scomposta, l'uomo si convince che Dio gli ha portato via il figlio per sottrarlo alla volgarità della vita terrena e si sente responsabile di una missione: uccidere tutti i bambini del villaggio per sottrarli alla vanità del mondo.
KUIHUA DUODUO (I girasoli)
Pubblicato da Andrea Lucarelli - Mar, 30/08/2005 - 02:55
-
Nessuna recensione.
Un cantante folk (Yang Yi, definito “la risposta cinese a Bob Dylan”) arriva con la sua chitarra in un paese della Mongolia e inizia a cantare sulla strada. Nel villaggio, circondato da sterminati campi di girasoli, arriva anche Ma Xiaogang, un giovane appena uscito di prigione, dove ha scontato sei anni per aver violentato una maestra. Ritornato al suo vecchio lavoro di tostatore di semi, ma ossessionato dal ricordo di quel drammatico episodio, il giovane ogni giorno invia alla donna vittima della sua violenza una lettera con un petalo di girasole. Ma giunti al loro nuovo incontro avranno la certezza che il tempo trascorso li ha cambiati entrambi.
BRICK (la roba)
Pubblicato da Mauro Conciatori - Mer, 07/09/2005 - 09:41
1
Siamo in un campus universitario della California. Un giorno lo studente Brendan riceve una telefonata allarmante da parte della sua ex, che poco dopo viene ritrovata assassinata. Il ragazzo decide di indagare per conto suo. Durante la sua ricerca della verità si imbatte in un mondo underground fatto di droghe e passioni, e per riuscire nel suo intento dovrà calarsi interamente in quell’universo.
In un campus universitario della California del Sud, Brendan, studente solitario, riceve una telefonata allarmante dalla sua ex fidanzata, che poco dopo trova assassinata all’imbocco di una galleria. Dai pochi e misteriosi indizi, l’indagine si sviluppa nell’ampio territorio del campus fra i vari personaggi che potrebbero essere coinvolti nella vicenda: lo studente/spacciatore carismatico ed enigmatico, accompagnato dalle sue guardie del corpo, la ragazza ricca e sensuale, il duro, la femme fatale. Brendan si sforzerà, come il più tenace dei detective hard boiled, a ricostruire le fila dell’enigma. Siamo dichiaratamente in pieno Falcone maltese e in tutta la letteratura di genere. Un testo filmico e una scrittura canonica, infatti, servono da base a una contaminazione inedita: il teenager film, associato di solito al genere sexy, demenziale oppure horror, è qui applicato all’hard boiled. In questo esordio particolarmente attraente si entra nell’atmosfera solitaria e cupa della detective story, dove i personaggi e i cliché sono rispettati fino in fondo, compreso l’intreccio narrativo che, risolto in poche battute finali, sarà ritmato da un percorso sempre più buio che qui rappresenta il buco nero di una crisi profonda, l’iniziazione alla vita adulta, la realtà guardata bene in faccia per la prima volta (non a caso il protagonista porta occhiali non pleonastici). Applicare Dashiell Hammett e Raymond Chandler all’ambiente universitario (siamo a San Clemente, California) produce due effetti di straniamento paralleli. Il primo è legato alla giovane età del protagonista, che si trova proprio per questo ad affrontare traumi e problematiche anche più violente di un poliziesco e altrettanto poco risolvibili: in un percorso generazionale in cui non mancano i cadaveri, magari solo simbolici ma non meno drammatici (amori finiti, scontri frontali, illusioni svanite). Il secondo elemento provoca una rilettura più attuale di quella letteratura classica, che ci appare oggi in qualche modo adolescenziale e piuttosto inconsapevole del futuro. È un esordio dal fascino ipnotico, dai tratti inediti nonostante la materia di partenza, arricchita da non banali frammenti di cinema contemporaneo, con una interpretazione perfetta, a cominciare da Joseph Gordon-Levitt (appena visto nelle sale in Mysterious Skin di Gregg Araki).
LE PASSAGER (Di passaggio)
Pubblicato da Andrea Lucarelli - Mar, 30/08/2005 - 03:00
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Nessuna recensione.
Thomas vive a Parigi con la moglie e il figlio appena nato. Quando viene chiamato a Marsiglia per riconoscere il cadavere del fratello Richard, che non vede da anni, Thomas si trova costretto a fare i conti con i ricordi rimossi, in un doloroso viaggio tra passato e presente. Mentre all’obitorio il corpo di Richard giace in attesa di sepoltura, Thomas prende la strada di Saintes-Maries-de-la-mer, per vendere la casa di famiglia e risolvere gli eventi del passato. Preso alloggio in un piccolo albergo sulla costa, trascorre le sue giornate con la giovane proprietaria, Jeanne, e con l’adolescente Lucas, un orfano cresciuto dalla ragazza. E mentre i ricordi lo portano a frequentare un night club in cui si esibisce una non più giovane prostituta, gli eventi si mischiano ai fantasmi del passato e i nodi irrisolti si sciolgono nel dolore di un confronto finale con l’età adulta.
ASÍ (Così)
Pubblicato da Andrea Lucarelli - Mar, 30/08/2005 - 02:46
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Quanto si può vivere in 32 secondi? Nel corso di alcuni mesi seguiamo, nel chiuso della sua stanza, la vita di Ivan, un ragazzo solitario, ripresa ogni giorno, alla stessa ora, per 32 secondi (il tempo massimo, secondo alcuni studi, di concentrazione di uno spettatore su un’immagine). Ivan fa la conoscenza di una coppia di giovani attori che lo coinvolgono nelle prove del loro spettacolo e in un rapporto sentimentale e sessuale. Un amico cieco, a cui dà una mano a preparare gli esami universitari, gli regala una videocamera con la quale comincia a interessarsi anche alla realtà esterna, avviando così un processo di maturazione.

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