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Torino Film Festival 25
TEMPO DI BILANCI PER IL TORINO FILM FESTIVAL
Con la proiezione di Eastern Promises di David Cronenberg si è concluso il nuovo festival di Torino, edizione numero 25, la prima dell'era Moretti. Per la cronaca, vince Garage dell'irlandese Lenny Abrahamson, menzione speciale per The elephant and the sea di Woo Ming Jin, Malesia. Un festival profondamente rinnovato rispetto allo scorso anno, ma se continuità forse non è la parola adatta per parlare dell'evoluzione del festival non siamo molto lontani e nel complesso va detto che l'idea del TFF non è stata intaccata più di tanto.
AL TFF MOLTE ANTEPRIME MA ANCHE FILM DA RISCOPRIRE
Film scomparsi, perduti, ritrovati e da riscoprire. Il Torino Film Festival è anche questo, anzi secondo molti fino allo scorso anno si veniva più per le retrospettive che per il concorso e le anteprime. Anche quest'anno, qua e là, sono stati proiettati alcuni film rarissimi ed importanti da riscoprire: sia all'interno delle retrospettive, dedicate come è noto a John Cassavetes e Wim Wenders, sia in altre sezioni.
CÉLINE SCIAMMA, PERLA IN UN FESTIVAL DI GIOVANI AUTORI
Alfred Hitchcock era un bambino grassottello ed oppresso da genitori bigotti e benpensanti. Lang invece amava molto sua madre, nonostante lei fosse ebrea e lui precocemente antisemita. Anche Renoir e Welles sono cresciuti in famiglie quantomeno benestanti, mentre Bergman ha tentato di uccidere la sorellina in fasce. Tati invece era troppo alto per entrare nella foto di classe. Sono le Enfances di alcuni grandi registi raccontataci in questo piccolo film francese, diretto con sicurezza da un manipolo di giovani autori (Ismaël Ferroukhi, Corinne Garfin, Khalil Joreige, Joana Hadjithomas, Isild Le Besco e Yann Le Gal, Safy Nebbou).
DALLA SARDEGNA AGLI USA PASSANDO PER L’AFRICA. CON AMORE..
The Tree of Ghibet non è un documentario. È la prima informazione che la coppia di registi/ produttori Nevina Satta e Amedeo D'Adamo tiene a precisare. "Si tratta di un film di finzione fatto con i bambini di Douala (in Camerun, ndr) realizzato con lo scopo di mostrare la particolare situazione di quella comunità in cui vige una legge atroce: la legittimazione delle famiglie ad abbandonare i bambini quando sia certificato che siano posseduti da uno spirito maligno".
SEMPRE PIÙ NEL VIVO IL TORINO FILM FESTIVAL
Al Torino Film Festival succedono molte cose. Per esempio al Circolo dei Lettori, situato all'interno di un'elegante palazzina nel centro di Torino, si svolgono le conferenze stampa e le presentazioni di libri. In due giorni abbiamo festeggiato il decimo compleanno di un festival in piena salute (il Future Film Festival di Bologna) e la morte e resurrezione, sotto dubbie spoglie, di un altro (l'Alba Film Festival), che cambia direzione artistica dopo l'addio di Luciano Barisone e Carlo Chatrian. Un futuro incerto in quest'ultimo caso.
DUE CONTENITORI PIENI DI MERAVIGLIE: LO STATO DELLE COSE E LA ZONA
Pronti via. Il Torino Film Festival, sotto una pioggia battente e fastidiosa, comincia subito sfoderando due delle sue nuove sezioni: Lo Stato delle cose e La zona. La prima "si è fatta da sé" (come dice Emanuela Martini, "spalla" cinefila di Nanni Moretti in questo TFF tirato a lucido) diventando un contenitore che raccoglie elementi vari, tutti in un qualche modo legati all'idea di cinema e di chi lo fa.
FRANCESCA COMENCINI E WILMA LABATE: REGISTE “OPERAIE”
Operai alla Fiat. Ovvero, "In fabbrica alla Signorina Effe". Il gioco è solo nelle parole, in quanto nei lavori di Francesca Comencini e Wilma Labate si fa tutto tranne che giocare o divertirsi. Si documenta - per la prima - e si reinventa drammaticamente - per la seconda - l'autunno caldo della Torino del 1980, ai cancelli di Mirafiori ma non solo. Soprattutto per la Comencini, che con In fabbrica (nella foto) traccia una cronologia della vita operaia italiana a partire dal secondo dopoguerra fino ai nostri giorni, e in cui i roventi 35 giorni di sciopero o la marcia dei 40mila sono dunque solo una parte di un percorso ben più lungo.
AL TFF BAMBOLE GONFIABILI E COMPLOTTI INTERPLANETARI
Cosa succede nel bagno delle donne? Di che cosa parlano? Probabilmente non esiste uomo che non se lo sia chiesto, almeno una volta. Il regista e sceneggiatore Pang Ho-Cheung ha una risposta: le donne complottano per uccidere tutti gli uomini. È questa l'idea di partenza di Ceot oi kap gei - Exodus, proveniente da Hong Kong e presentato Fuori Concorso. Il protagonista è il poliziotto Jim che dopo la deposizione di un voyeur indaga sulla presunta cospirazione: quella che potrebbe sembrare una farsa è però un noir esistenziale e serrato, che sfocia qua e là nel grottesco.
AL TORINO FILM FESTIVAL DI TUTTO E DI PIÙ
Ve lo ricordate Casper? Quel fantasmino sempre divertito, che nella versione italiana aveva una voce da ebete e che era spalleggiato da una giovanissima Christina Ricci? Il regista di quel capolavoro del genere fantasma-adolescenziale era Brad Silberling, che 12 anni dopo per fortuna nostra (e del Cinema) ha deciso di dedicarsi ad altro: nella fattispecie, a 10 Items (Massimo 10 pezzi). Presentato in anteprima al TFF, il film è una divertente commedia con l'eterno Morgan Freeman, perfettamente adeguato nel ruolo di sé stesso, ed una quanto mai affascinante Paz Vega, cassiera di supermarket di periferia che passerà un po' per caso un po' per gioco una giornata con l'attore famoso.
TORINO FILM FESTIVAL DI DOMENICA: BEI FILM, LUNGHE CODE E QUALCHE DISAGIO
Domenica di pienone per il Torino Film Festival. Sembra che improvvisamente tutta la città, più i numerosi turisti o lavoranti cinematografici, si sia riversata nelle 9 sale del festival. E non si pensi sia successo solo per i titoli più noti: per vedere Kunsten a tenke negativt, divertente quanto sconosciuta black comedy norvegese proiettata alla 12.00, bisognava pazientare 20 minuti buoni in fila (forse il motivo è l'orario post messa, date le numerose chiese presenti intorno all'Ambrosio...). Va detto che la biglietteria elettronica non funziona benissimo, e la scelta di dare la precedenza ai possessori di biglietti invece che agli accreditati è piuttosto discutibile e provoca ire diffuse.










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