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Berlino 57
BERLINO57_ L’ORSO D’ORO VIENE DALLA MONGOLIA
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Dom, 18/02/2007 - 00:55
La Cina ancora protagonista di un festival internazionale. Dopo la Mostra di Venezia (Still Life) anche Berlino decide di preferire il Paese asiatico attribuendo l'Orso d'Oro della 57ma edizione a Il matrimonio di Tuya di Wang Quan'an, classe 1965. La pellicola, interamente ambientata nella desolata steppa della Mongolia, racconta con sensibilità la singolare storia di Tuya e della sua famiglia, composta dal marito disabile e due figli ancora piccoli. Prostrata dalle fatiche del lavoro nei campi e della pastorizia nel quale sostituisce a pieno il consorte che invece si prende cura dei bambini, la donna cade vittima di una malattia invalidante, che dunque le impedirà in futuro di provvedere ai bisogni della famiglia.
BERLINO 57_ ORSI MAI COSÌ INCERTI
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Ven, 16/02/2007 - 20:56
Una vigilia all'insegna delle sorprese per un concorso mai così eterogeneo e, di certo, senza capolavori. La 57ma Berlinale è in dirittura d'arrivo ma il "toto-orso" non è mai stato così incerto. Perché il concorso ufficiale, privo di capolavori assoluti, è stato eterogeneo e di livello medio, tanto da rendere arduo ogni pronostico. Sicuramente qualche titolo è spiccato più in alto di altri: tra questi il belga-britannico Irina Palm di Sam Garbarski (di cui diamo al 99% a Marianne Faithfull la vittoria come miglior attrice).
BERLINO 57_ QUANDO IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI...
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Mar, 13/02/2007 - 20:28
Quando a una donna di lingua inglese viene chiesto di fare "sort of things" la reazione che ne deriva può essere di tre ordini diversi: imbarazzo, disgusto, piacere. A meno che la signora in questione non si chiami Maggie, sia una semplice nonna sulla sessantina con il conto corrente molto esiguo, e soprattutto abbia un nipotino vittima di una malattia rara con possibilità di essere curato solo da un'equipe medica in Australia.
Vale a dire, un budget talmente alto che né Maggie né suo figlio e consorte possono permettersi. In questo caso, la risposta sarà positiva, l'impegno sarà serio perché "di lavoro si tratta" e i risultati.. garantiti.
BERLINO57_ "LETTERE DA IWO JIMA" E "DIARIO DI UNO SCANDALO", DUE CAPOLAVORI FUORI CONCORSO
Pubblicato da Rossella Rinaldi - Mar, 13/02/2007 - 15:48
Sono eventi speciali due tra i film migliori visti finora al Festival e cioè il secondo episodio del dittico giapponese di Clint Eastwood Lettere da Iwo Jima e il forte film di Richard Eyre Diario di uno scandalo (nella foto). Presentando il film alla stampa il settantenne attore-regista americano ha dichiarato che ha intrapreso questa avventura (raccontare gli eventi di Iwo Jima dai due opposti punti di vista americano e giapponese) perchè per lui era una sorta di missione umanistica.
BERLINO57_ SAVERIO COSTANZO: “IL MIO CINEMA PER LA LIBERTÀ”
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Dom, 11/02/2007 - 20:21
"Cosa vuoi diventare?" - "Una persona". Silenzi, lacrime e paure tra le luci e le ombre di lunghi corridoi. Il mistero della coscienza chiamata a scegliere tra una vita "normale" e una vita "diversa", reclusa negli spazi di un convento, scandita dalla quotidiana regola della Compagnia di Gesù. Un tema delicato, difficilissimo e attuale "perché quando si parla di scelte di vita e di paure, non ci sono anacronismi", dice Saverio Costanzo, presentando il suo secondo lavoro da cineasta, In memoria di me, in concorso al 57mo Festival di Berlino.
BERLINO57_ IL SONNO SOPRA BERLINO
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Sab, 10/02/2007 - 01:10
Dei tre film visti tra i quattro finora passati al concorso ufficiale della 57ma Berlinale il più riuscito, seppur nei suoi notevoli limiti, è il brasiliano O ano em que meus pais sairan de ferias, opera seconda di Cao Hamburger. Ovvero il meno atteso, meno glamour e di certo "autoriale", se confrontato rispettivamente con The Good German di Steven Soderbergh, con La vie en rose di Olivier Dahan e I'm a Cyborg, but that's ok di Park Chan-wook.
BERLINO 57_ PAOLO E VITTORIO TAVIANI: “CHE IL NOSTRO FILM AIUTI A FARE GIUSTIZIA”
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Ven, 16/02/2007 - 20:24
"Quanto è accaduto al popolo armeno tra il 1915 e 1916 va raccontato e meditato e noi abbiamo fatto del nostro meglio". Così commentano Paolo e Vittorio Taviani (nella foto) la presentazione del loro La masseria delle allodole, presentato al 57mo Festival di Berlino nella sezione Berlinale Special. Il film, ispirato all'omonimo libro di Antonia Arslan, racconta le vicende di una famiglia armena vittima del drammatico genocidio che sterminò un numero ancora imprecisato (ma sull'ordine del milione) di persone.
BERLINO57_ “LES TEMOINS”, L’AMORE AI TEMPI DELL’AIDS
Pubblicato da Rossella Rinaldi - Mar, 13/02/2007 - 15:51
Lunedì, quinto giorno di proiezioni: dopo il deludente When A Man Fall in The Forest, pellicola indipendente USA coprodotta dalla protagonista Sharon Stone, e arrivato il primo film francese in concorso, Les Temoins - I testimoni di Andre Techiné. Un film, che nel tipico stile del regista, colpisce direttamente il bersaglio, senza facili abbellimenti e divagazioni registiche. Con il suo stile secco ed asciutto Techiné racconta una storia di malattia e di dolore, attraverso una, anzi varie storie d amore.
BERLINALE: È TUTTA UNA FESTA
Pubblicato da Francesca Roman... - Lun, 12/02/2007 - 09:39
Anche quest'anno la Berlinale non ha smentito la fama di essere uno dei festival più trendy e vivaci, sorpassando di gran lunga la compassata e un po' decadente Venezia, ma anche il superchic Cannes, la cui mondanità è a volte troppo proibitiva e si è ridotti ad accontentarsi di una birra al bar Petit Majestic. E questo sicuramente perché gli eventi berlinesi si inseriscono in un panorama cittadino già di per sé già elettrizzante, ma anche perché obiettivamente l'offerta di luoghi e spazi, almento da una decina d'anni, è indubbiamente maggiore rispetto a quella delle altre due località. In poche parole quindi, a parità di business, meno glamour ma più divertimento.
LA BERLINALE FESTEGGIA L’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI NELSON MANDELA
Pubblicato da Rossella Rinaldi - Dom, 11/02/2007 - 20:16
Si sono appena riaccese le luci sul primo film italiano in concorso, In memoria di me di Saverio Costanzo, capace di entusiasmare la platea giornalistica, ed ecco arrivare, accolto abbastanza benevolmente, Goodbye Bafana, coproduzione europea (Germania, Francia, Belgio, il nostro Istituto Luce che lo distribuirà a marzo, e naturalmente Sudafrica) di forte impegno.











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