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Film nelle Sale
SHUTTER ISLAND
DIAMOND 13
Tratto dal bestseller della letteratura noir francese "L'Etage Des Morts" di Hugues Pagan (in Italia inspiegabilmente tradotto con il titolo inglese "Dead end Blues" edito da Meridiano Zero) e sceneggiato, prodotto e interpretato (ma non diretto) da Olivier Marchal (già regista dell'ottimo 36 Quai des Orfèvres del 2004), Diamond 13 rientra nel cosiddetto polàr, genere tipicamente francese a metà tra il poliziesco e il noir.
L’AMANTE INGLESE
Nonostante tutto siamo qua. Tetri, sommessi, sessisti e illibertari. Con il Capitale, il libero mercato, che nulla impone ma tutto comanda. Deformati e quindi deformi, impossibilitati a fare altrimenti. O forse no, come propone L'amante inglese. Quella di Catherine Corsini è la storia di questa ribellione, tanto vacua quanto necessaria. La ribellione al padre-padrone, al marito oppressore, alla società illibertaria e al dio denaro.
ALICE IN WONDERLAND
"Chi esser tu?" Quanti da piccoli si sono divertiti a ripetere tra sé, o rivolti a qualcun altro, la versione italica della domanda esistenziale, che nel lontano 1951 la Walt Disney faceva pronunciare, nel suo capolavoro psichedelico Alice nel paese delle meraviglie, tra gli sbuffi del narghilè, al Brucaliffo? Arriva tra le mani di Tim Burton la domanda che è perno fondativo delle due opere letterarie di Lewis Carroll, quei "The adventures of Alice in Wonderland" e "Through the looking glass", che di nuovo si fondono in un unico viaggio per Alice Kingsley, che in Alice in Wonderland acquista in età e in stile gotico.
GENITORI&FIGLI: AGITARE BENE PRIMA DELL’USO
Dovrebbe far ridere. È nato per questo, per essere una commedia, si direbbe all'italiana, anche se di quel genere si sono perse di vista da parecchio tempo nel nostro cinema le prerogative genuine che muovevano film come Poveri ma belli (1957) di Dino Risi. Dovrebbe far ridere, ma non è che vada troppo a fondo in questo senso la nuova creatura di Giovanni Veronesi, quel Gentori&figli: agitare prima dell'uso che in 550 copie Filmauro distribuisce nelle sale.
NORD
Jamar (Anders Baasmo Christiansen) è un ex campione di sci colpito da una forte depressione che lo ha portato per lungo tempo in un centro psichiatrico. Uscito, cerca di ricominciare a vivere fino a quando il passato torna nelle vesti di un amico a dirgli che ha anche un figlio, ora ha quattro anni. 890 chilometri lo separano dall'ex compagna e dal bambino. Li percorrerà in condizioni precarie: solo una motoslitta e qualche litro d'alcool.
PROMETTILO!
Le opere di Kusturica sono meravigliose poesie: è necessario saperne leggere le metafore, andare oltre il visibile per cercare le corde espressive del regista. "Ormai faccio sempre lo stesso film" ha sentenziato l'autore; e che ben vengano visioni del genere! Anche se tornano tutti gli elementi del suo cinema o si ha l'impressione di aver già visto certe scene, Promettilo resta un'opera vivace e irrinunciabile. Già, perché non si rinuncia alla delicatezza di un'immagine anche quando essa narra la violenza e l'impoverimento di un popolo.
LA BOCCA DEL LUPO
Quanta vita commerciale potrà avere ce lo dirà solo il botteghino, che come spesso accade sarà inversamente proporzionale alla qualità di un film. Ma con la sua durata così poco incasellabile in logiche di programmazione, come del resto anche il suo essere poco definibile in un genere, vivendo in sé due anime, quella di Genova, nelle sue immagini di repertorio e di oggi, e quella della strana coppia, ma vera, Vincenzo (Enzo) e Mary, sembra già scritto il destino di La bocca del lupo.
AFTERSCHOOL
Questa è la storia di tutti noi, nessuno escluso. Di quando abbiamo deciso di affidare a terzi la rappresentazione di noi stessi. Di quando abbiamo lasciato che l'immagine intercedesse per noi e, infine, di quando abbiamo deciso di smettere di vivere, appaltando la nostra esistenza a delle forme aliene di controllo e di veicolazione dei nostri spiriti. La percezione è labile. Possiamo agire, essere agiti, o agire tramite terzi. Tempo fa la percezione fra verità e mistificazione era cosa sufficientemente chiara a tutti. Oggi, con una tecnologia mediatica che tutto può e tutto rappresenta le cose si fanno molto più complicate; soprattutto se si hanno 16 anni e si è sempre vissuto con queste protesi identitarie.
AMABILI RESTI
“Il ragazzo è intelligente ma non si applica”, la frase sempiternamente pronunciata nei secoli identica a se stessa da maestri e professori ai genitori di centinaia di allievi, potrebbe essere tranquillamente rigirata al povero Peter “Cartolina” Jackson, ormai da anni in balìa di se stesso e della sua megalomania visiva. Così, dopo quel che è stato picco e baratro del regista neozelandese, ovvero la tanto blasonata trilogia de Il signore degli anelli, c’è stata solo una infilata di album di cartoline dalla Nuova Zelanda, scintillanti e patinate inquadrature di foreste vergini, montagne innevate, vulcani in eruzione, mari sterminati a cui, con Amabili resti, si aggiunge un mieloso mondo dell’aldilà, nientemeno che un miscuglio di tutte le cose appena enunciate.
LOURDES
Il film di Jessica Hausner è uno di quei film che mai ci saremmo aspettati di veder distribuiti in Italia, almeno con un numero di copie superiori a dieci (sono circa novanta). Non è tanto la tematica, ma il come è fatto il film a farlo pensare. Lourdes parla proprio di quello che pensate, un pellegrinaggio nella ridente cittadina francese dove la Madonna nel 1858 si sarebbe manifestata a più riprese a Bernadette Soubirous, una quattordicenne del luogo.
REVANCHE – TI UCCIDERÒ
Si incrociano le vite di quattro persone ordinarie; o meglio, due ordinarie e due extra-ordinarie. Se da un lato la normalità è lavorare, vedere passivamente lo scorrere dei propri giorni, dall'altro è la prostituzione, il non avere scelte per sopravvivere se non diventare criminali. Già, non ci sono possibilità, per chi viene dall'Est, di essere "umani": il più forte domina il debole fino a quando l'oppresso non decide di ribellarsi e di volere una vita che sia vita. Scorre lentamente Revanche, e la sua bellezza è tutta qui: nell'osservare posso dopo passo il corso di un cuore umiliato e distrutto per aver perso l'unico amore.
CRAZY HEART
Scott Cooper nasce attore (e discepolo di Robert Duvall, qui presente all'appello in cameo). Per la prima volta scrive e dirige, ma non è tutto suo il merito della calorosa accoglienza suscitata oltreoceano da Crazy Heart: sua, probabilmente, è la sensibilità rara nel tirare fuori il meglio dagli interpreti. Tra comparsate d'autore e una sfilza di primi piani, infatti, c'è il miglior packaging possibile per confezionare un Oscar. Quando si dice "film d'attori"...
CODICE GENESI
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie. Così l'ermetico Ungaretti esprimeva la condizione del soldato: basta un colpo di vento e la foglia muore, basta un colpo di fucile e cade il militare. Forse i fratelli Hughes non hanno mai letto il nostro poeta, o forse la poesia riesce a tramutarsi in immagini solo attraverso il genio creativo di pochi fortunati; e non è questo il caso. Quando i registi hanno immaginato l'incipit di The book of Eli, hanno visto distruzione, città abbandonate, campi inariditi ma tutto è artificiale, fittizio.
INVICTUS - L'INVINCIBILE
1995: il Sud Africa vince la sua prima, storica, coppa del mondo di rugby, giocando in casa e vincendo in finale contro la Nuova Zelanda di Jonah Lomu, forse il più grande rugbista di tutti i tempi. Su una storia così ci si potrebbe costruire già una sceneggiatura meravigliosa, una di quelle storie epiche che ci racconta ogni tanto Sfide di Rai Tre. Ma nel 1995 in Sud Africa c'era anche Nelson Mandela, da poco eletto presidente, e andava in scena la "fine" dell'apartheid.
THE WOLFMAN
The Wolfman è il ritorno alle origini, in ogni senso. Non solo perché evidenzia il ricorrente desiderio di ritornare allo stato primordiale che quasi, periodicamente, si riaffaccia nell'uomo, ma soprattutto perché si stacca dalla nuova produzione hollywoodiana che crea mostri ormai ridotti a essere teneri cuccioli che si integrano nella società, grazie a una nuova coscienza che li ha resi innocui.
IL MI$$IONARIO
La produzione di pellicole popolari di genere in Francia, se paragonata agli standard europei, è assolutamente sorprendente. Nel campo della commedia e dell'horror, dell'action e perfino della fantascienza la Francia si è allontanata dal caso singolare della produzione indipendente e ha dato il via ad un'industrializzazione del settore, al punto che alcuni titoli non sfigurano di fronte alle grandi produzioni internazionali.
IL FIGLIO PIU' PICCOLO
Pupi insiste, pare. Come solitamente accade a cadenza annuale, il regista bolognese torna in sala avendo scritto e diretto una storia tipicamente nostrana: ma il tono è moralista, la tecnica incomprensibilmente approssimativa, il buonismo un po' irritante. Perplime il target di riferimento (aficionados only?), visto che né di dramma né di commedia possiamo parlare: quel che è certo è che si tratta del terzo ed ultimo capitolo della "trilogia sul padre" del nostro.
CHE FINE HANNO FATTO I MORGAN?
I Morgan sono una coppia, o meglio una ex coppia, composta da Paul che fa un lavoro un sacco remunerativo e senza tempo libero e Meryl, bella e potente agente immobiliare. Si sono separati da poco: lei se ne e' apparentemente fatta una ragione piuttosto in fretta, lui, autore del misfatto fedifrago che ha portato alla separazione, per niente. Il film si apre proprio con un suo lungo messaggio nella segreteria di lei dove Paul la invita a mangiare fuori per l'anniversario dei tre mesi della loro separazione.
SCUSA MA TI VOGLIO SPOSARE
Li avevamo lasciati insieme Niki e Alex mentre, dal faro, contemplavano il loro futuro. Sono passati tre anni (in realtà solo due da quando Scusa se ti chiamo amore ha incassato circa 13 milioni di euro rendendo quasi d'obbligo, un sequel) e Niki ormai ha vent'anni e matura e più innamorata di prima, decide di coronare il suo sogno d'amore correndo all'altare con l'ormai quarantenne, ma sempre affascinante, Alex, pubblicitario di grande fama.
PARANORMAL ACTIVITY
Tremate! Paranormal Activity prenderà d'assalto anche le nostrane sale dopo quelle made in Usa! Fenomeno più che di qualità cinematografica, meramente di capacità di vendita e propagazione in web, il film ha battuto cassa abbattendo la soglia dei 100 milioni di dollari negli States, partendo da una misera produzione fatta in casa di $15.000, stabilendo così il più alto rapporto di guadagno finora raggiunto. Ma nell'epoca del selfmade tecnologico e mediatico, forse assisteremo ben presto ad altri episodi paranormali...






















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