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Film nelle Sale
IL RIFUGIO
Mousse (Isabelle Carré) è incinta. Il futuro padre Louis muore, di overdose, dopo qualche scena in un appartamento spoglio, governato dai ritmi dell'eroina. Anche lei è tossica, ora cerca lentamente di uscirne, la maternità ha le sue regole. I genitori di lui, ricchi altoborghesi snob, vogliono farla abortire. Lei non ci pensa proprio, si ritira nel villone fuori città, sul mare dei Paesi Baschi francesi, in cerca di pace e curandosi dalla dipendenza dalla droga. Spunta il fratello di Louis, Paul (Louis Ronan Choisy), zio in pectore bello, alquanto omosessuale e adottato.
LA STRATEGIA DEGLI AFFETTI
Anche questa volta Dodo Fiori, al suo secondo lungometraggio dopo Il silenzio intorno, parla di incomunicabilità familiare, e non solo. Incomunicabilità evidenziata dai tempi lunghi, dalle inquadrature pressoché statiche, atmosfera gelida, recitazione contenuta.
La strategia degli affetti inizia senza troppi preamboli. Il protagonista, Paolo (Paolo Sassanelli) architetto di successo di pochi sorrisi, è in un autogrill.
SHREK FOREVER AFTER
Non potevano proprio lasciarlo in pace, Shrek. Si sa, gli happy ending senza neanche un pizzico di drama van bene per concludere l'intera storia, non un mero capitolo. Come le leggi della serialità impongono, quindi, ecco oggi l'orco che un tempo terrorizzava Molto Molto Lontano e dintorni: accasato e con prole, oggi vive giornate sempre identiche, incastrato in una temibile routine da crisi di mezza età.
PIETRO
Pietro va, e noi lo seguiamo. Porta piccoli volantini pubblicitari in giro per Torino, nei palazzi, o li mette sulle macchine, ogni tanto li da in mano. Pietro ha un leggero ritardo mentale, fa un lavoro considerato poco onorevole, ma con un certo zelo, anche se lentamente e ogni tanto perdendosi un po'. Il capo, che sta in uno stanzino buoi, lo tratta male. La sera esce, non con i suoi amici, ma con quelli del fratello, tossico e piccolo spacciatore, e per loro veste il ruolo del buffone, si esibisce in piccoli show in cui mima quello che il gruppo di amici surrogati gli chiede (soprattutto le "ficcate" di vario tipo).
QUALCOSA DI SPECIALE
Se desiderate una seduta intensiva dallo psicologo e non lo trovate, causa ferie, ecco Love Happens il curativo film della psiche. Il dolore, la morte, l'amore e la vita, tutti temi affrontati con un tocco di melò e leggerezza che non guasta per un film estivo non frivolo ma delicato.
Aaron Eckhart è Burke, lo scrittore-terapista che nei suoi libri spiega come superare i propri problemi e ritrovare l'autostima, proprio lui che ha perso la moglie e non riesce proprio a mettere in pratica i preziosi consigli elargiti al suo pubblico.
THE BOX – C’È UN REGALO PER TE…
Sono gli anni settanta, come palesa il fantastico cappotto arancione di Cameron Diaz e il suo biondo scalato alla Farrah Fawcett. Tra il marito astronauta trombato (non ha passato il test psicologico) e la moglie insegnante quasi disoccupata (e traumatizzata da una mutilazione al piede) fa capolino una presenza inattesa: si tratta del distinto e deturpato Mr. Steward, latore di una misteriosa scatola sormontata da un pulsante. Ai coniugi Lewis Mr. Steward propone di premere il pulsante: da qualche parte nel mondo qualcuno morirà, ma loro intascheranno un milione di dollari. Il marito tentenna, Cameron segue l'istinto e preme. Non l'avesse mai fatto.
THE LOSERS
Sono tornati, per occupare il grande schermo, gli eroi di carta, ma di quella benedetta, dato che salva spesso e volentieri le idee evaporate della buona Hollywood. Il loro nome, come quello del film, è The Losers, e vengono dalla divisione adulta della DC Comics, la Vertigo. Hanno navigato nell'azione a due dimensioni per 32 numeri saggiamente orchestrati da Andy Diggle (ai testi) e l'esordiente Jock (ai disegni), ambedue autori di questo tuffo in atmosfere anni Ottanta del nostro intrattenimento, onorando l'A-Team, ma non scimmiottandolo.
CHE FINE HA FATTO OSAMA BIN LADEN?
Morgan Spurlock è cresciuto dai tempi di Super Size Me. È diventato un eroe, un misto tra Lara Croft e Indiana Jones, come si vede anche nella locandina del film. Se prima i suoi nemici erano gli hamburger, adesso combatte, almeno virtualmente, contro Osama Bin Laden. Le sfide proposte nei suoi documentari sono diventate sempre più coraggiose ma il senso dell'umorismo è rimasto intatto. Non fatevi ingannare però dalle immagini animate di Osama che balla sulle note di Superfreak. Il tono è leggero ma l'intento non lo è affatto.
BROTHERHOOD-FRATELLANZA
Tra aprile e giugno 1940 le truppe di Hitler s'impadroniscono della Danimarca. Da allora sono trascorsi esattamente sessanta anni, eppure non tutto il marcio che si annida nelle segrete del passato è stato tolto da quella terra. Sotto un equilibrio apparente, vi sono degli individui fuori controllo e totalmente ottusi per cui la classificazione dell'umanità in razze resta un principio incrollabile. Chi afferma, sostiene e fa esistere un'idea tanto volgare è una persona brutale come Jimmy.
RAGAZZI MIEI
Bel lavoro, bella casa, bella famiglia: il cronista sportivo inglese Joe Warr si è trasferito in Australia e si divide fra la carriera e una vita domestica di bucolica perfezione, animata dall'energia infantile del figlio di sei anni e dalla grazia della moglie, di cui è profondamente innamorato. Finisce tutto a rotoli quando quest'ultima si ammala di tumore e muore: Joe e il figlio Artie rimangono da soli e devono inventarsi una famiglia a due che non hanno mai conosciuto.
POLIZIOTTI FUORI – DUE SBIRRI A PIEDE LIBERO
Se avete amato l'originalità di Clerks, l'anticonformismo di Dogma e l'irriverenza di Chasing Amy, evitate Cop Out. L'ironia graffiante ha abbandonato da tempo Kevin Smith lasciando troppo spazio a quell'imbarazzante demenzialità, che pur essendo da sempre un tratto caratteristico dei suoi film, qui non trova il giusto contrappunto e sfocia in una sequela di banalità e stupidità che scadono ben presto nella noia.
LA POLINESIA È SOTTO CASA
Arriva in sala sotto marchio Medusa il primo film in salsa surf marchiato Italia, anche se per le scene e le onde spettacolari si è preferito cavalcare, con troupe e mezzi speciali, quelle di San Diego (USA). I paesaggi e la natura evocativa invece, che cerca di essere protagonista, è quella delle Marche e della Riviera del Conero, quando non sono gli umani a trovarsi in scena.
L’APPRENDISTA STREGONE
Tra lo stregone buono Balthazar Blake e quello malvagio Maxim Horvath non corre buon sangue, soprattutto da quando il secondo ha fatto sì che Morgana la spuntasse su Mago Merlino. Imprigionata da Balthazar Blake all'interno di una sorta di matrioska russa, per un millennio la Fata non ha potuto nuocere all'umanità; ma, ora il tempo della vendetta si avvicina. Un ragazzo apparentemente normale potrebbe, però, neutralizzare la maliarda una volta per tutte.
NIGHTMARE
Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Questo viene da pensare dopo la visione di Nightmare, remake (ormai reboot visti gli incassi da capogiro d'oltreoceano e la conferma di un nuovo sequel) dell'omonimo cult-movie di Wes Craven del 1984 (in originale A Nightmare on Elm Street) con protagonista Freddy Krueger, icona horror che ha segnato un'epoca (gli anni Ottanta e oltre) e l'immaginario di più di una generazione di cinefili. Ma il lupo in questione non è certo il maniaco omicida con il volto ustionato, la maglia a righe verdi e rosse e gli artigli al posto delle dita, (sebbene nel film del videoclipparo Samuel Bayer torni a mietere le sue vittime invadendo i loro sogni).
SPLICE
Con un manifesto (almeno in territorio estero) che riecheggia i colori e le forme alla Alien, arriva l'innesto evolutivo Splice nelle sale italiane, che sonnecchiano in questi giorni, se non per l'uscita anche dell'animalesco Sansone e per gli atletici Sobbalzi d'amore. Mix ideale - si dice in giro - appunto di Alien e di Frankstein, il film dell'italocanadese Vincenzo Natali se ne frega altamente delle etichette, come già aveva fatto a suo tempo con la riuscita opera prima The cube, e ci parla ancora di etica, scelte e umanità.
FISH TANK
È un film necessario quello di Andrea Arnold, quanto lo è la necessità che sono stati capaci di trasmettere con forza nell'interpretare (incarnare?) le anime perse di questa periferia londinese i suoi protagonisti. Innanzitutto Fish Tank ("acquario", in italiano), il suo titolo: nasconde in toto la sua volontà di contenere quelle vite, strette l'una con l'altra nei formichieri, in cui sono incastrati i loro abitanti, come fa vedere una delle inquadrature finali del film.
IL SOLISTA
Los Angeles, la città che viene considerata la patria degli homeless, emarginati a se stessi, relegati a tentar di sopravvivere nel quartiere downtown di Skid Row. Qui spettrale la densità di figure perse, che si confondono tra le ombre che si riflettono sui muri. Tra di essi Nathaniel Anthony Ayers (Jamie Foxx), dotato violoncellista, cacciato lontano dal proprio talento dalla schizofrenia.
TOY STORY 3-LA GRANDE FUGA
La dinamo dell'eroismo del cowboy di pezza Woody si può a volte spezzare, ma mai si piegherà. Lo stesso dicasi per il superomismo di Buzz Lightyear. In cosa consiste la salvezza per entrambi nel terribile nido d'infanzia dove sono andati a finire? Nel ritrovare la strada di casa e riabbracciare quell'ex bambino che diventa man mano un uomo.
THE TWILIGHT SAGA: ECLIPSE
Sono tornati! Per la gioia di tutte le fan, le avventure vegetariane (poveri cervi) del terzetto soprannaturale d'amanti più casti del momento sono ancora identiche a se stesse, replicando l'ormai nota atmosfera da diario segreto di terza media e dilatandola in una bolla opalescente di centoventun minuti. Nottate ambigue in tenda, telepatia a corrente alternata, grandi occhi dorati dalle ciglia lunghissime: davvero avete bisogno di trama? Vivete per caso in una caverna? Eccovi serviti.
AFFETTI & DISPETTI (LA NANA)
Torino e Sundance sono due dei festival più interessanti del pianeta, da dove spesso emergono interessanti opere indipendenti e originariamente non destinate ai grandi circuiti. E dove ogni tanto emergono film come questo La Nana (orrendamente ma soprattutto inutilmente intitolato in italiano Affetti & Dispetti), tanto esaltato quanto mediocre e pieno di furbate. Siamo a Santiago del Cile, in una casa di una ricca coppia di professionisti con tanto di filiazione abbondante. Rachel è la "vecchia" tata (nana in spagnolo), tanto legata alla famiglia e ai ragazzi.
GOODBYE MR. ZEUS!
Si può cambiare la propria vita? Non c'è domanda più universale di questa, eppure non siamo ancora riusciti a dare una risposta definitiva. A provarci è Goodbye Mr. Zeus!, il nuovo film surreale e ottimista di Carlo Sarti. Il regista non ama molto il termine surreale, se non altro perché pensa porti sfortuna ai film; invece è proprio il termine giusto per questa favola contemporanea che, come tutte le favole, fa parlare gli animali al posto nostro.






















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