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N
NON BUSSARE ALLA MIA PORTA - DON'T COME KNOCKING
NIENTE DA NASCONDERE - CACHE'
NIENTE DA NASCONDERE - CACHÉ
NAPOLEON DYNAMITE
NATALE A MIAMI
NORTH COUNTRY
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI
NANNY MCPHEE - TATA MATILDA
NON È PECCATO- LA QUINCEAÑERA
NUOVOMONDO
N - IO E NAPOLEONE
«Il giorno che perdiamo l'amore per i gusci di conchiglia arriva la passione verso noi stessi, che ci porta verso la vanità, fino alla morte». Le parole sono di Napoleone, o meglio, di quel personaggio "N" nato dalla penna di Ernesto Ferrero, romanzo al quale si è liberamente ispirato il nuovo film di Paolo Virzì, N - Io e Napoleone. Bontà di fonte è buona partenza, che non sempre, tuttavia, garantisce la riuscita di un film.
NATIVITY
Maria, ragazza di umili origini, è promessa sposa a Giuseppe, un uomo della sua stessa città. Mentre comincia ad abituarsi all'idea dell'imminente matrimonio, accade un avvenimento ancora più sconvolgente: un angelo le annuncia che partorirà un bimbo, il figlio di Dio. Dopo un'iniziale e umanamente comprensibile diffidenza, Giuseppe le crede. Affronteranno insieme un duro viaggio verso Betlemme: l'esito, ben noto ai più, è quello suggerito dal titolo.
NON APRITE QUELLA PORTA: L’INIZIO
Come ha avuto origine l'orrore efferato di una famiglia resasi tristemente celebre nel firmamento cinematografico (e della cronaca nera) per la sua macabra dedizione al lavoro di macellazione delle carni di qualunque tipo? Dalla chiusura del mattatoio dove lavoravano, in cui nel 1939 nacque una creatura mentalmente dissociata, non dissimile in questo dagli altri suonati componenti della famiglia, che nel 1969 reagirono alla perdita del lavoro continuando l'attività in proprio e con quel di umano che passava nei paraggi. Il bambino era Leatherface, come ebbero modo di rendersi conto le due coppie sacrificali di turno.
NATALE A NEW YORK
Ed anche quest'anno abbiamo il film di Natale servito sulla tavola imbandita per le feste. Nonostante la concorrenza "leale" di ben altri due film possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che questo prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis sia il migliore. Ora dobbiamo solo aspettare la risposta del pubblico e la visione dei dati del box office per decretare il vincitore. Ma poi importa a qualcuno se esiste un vincitore? No, l'importante che Vacanze a New York sia un film gradevole, ricco di battute (in parte bandite alcune elucubrazioni verbali più o meno forti) e fortificato da alcune new entry assai felici, come quella di Fabio De Luigi...
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI OGGI
Luca Molinari (Nicolas Vaporidis), come la maggior parte degli incubi, è tornato. La banda di amici al completo, che aspettava trepidante e incasinata durante la Notte prima degli esami targati 1989, torna ad aspettare, trasportata nel 2006, che si compia l'operazione di marketing più vispa nel panorama italiano del nuovo millennio... Alice (Sarah Maestri) ama Luca (dovete immaginarlo scritto con un cuoricione fucsia nel mezzo)...
NORBIT
Il trucco c'è, e si vede. Lo firma Rick Baker, 6 oscar e quattro nomination: un premio e una candidatura anche per Il dottor Dolittle e Il principe cerca moglie. In pratica il make-up artist personale di Eddie Murphy, da quando ha scoperto che la risata non bastava più, e che per restare ai vertici del box-office serviva un marchio di fabbrica altrettanto riconoscibile. L'idea la tenne a battesimo John Landis: un trasformismo pirotecnico, quattro ruoli in un solo film come ai tempi di Totò Diabolicus.
NERO BIFAMILIARE
Vittorio, assicuratore e traffichino, decide con la moglie Marina di "svoltare" comprando un'elegante villetta bifamiliare situata all'interno dell'idilliaco comprensorio "Valle Serena". Purtroppo per loro, i vicini di casa sono la chiassosa e "coatta" coppia Bruna- Slatko, che rendono loro la vita un inferno. Un furto ai danni della loro proprietà fa precipitare la situazione: per Vittorio è l'inizio di un' ossessione di rivalsa e vendetta da cui rischia di non tornare più indietro.
NON DIRE SI’
Olly vuole fare lo scrittore. E per un po' gli gira pure bene. Ma l'inevitabile crisi creativa che colpisce anche i più grandi autori gli impedisce di tirare avanti come vorrebbe e il povero Olly si ritrova a dover ripiegare su lavoretti incompatibili con la sua vena artistica. La situazione sentimentale non sembra navigare in acque migliori. Al ricevimento per il matrimonio del suo migliore amico James, cui deve fare da testimone, si va ad innamorare proprio di Sarah, la futura sposa!
NUMBER 23
Fra gli avvenimenti da mettere in fila ci sono nell'ordine un raffreddore imprevisto, una risposta scortese data a una collega di lavoro poco avvenente e un cane rabbioso che si è nascosto nel retro di un ristorante cinese: la concatenazione casuale di questi tre eventi fa sì che Walter Sparrow si ritrovi tra le mani un libro, scritto da un tale Topsy Kretts, che parla dell'ossessione per il numero 23.
NOTTURNO BUS
"Franz, parliamoci chiaro. Tu non hai amici, non hai una donna, non hai un futuro... Tu hai una sola cosa nella vita: la salute". Se Titti, un colosso rapato a zero e vestito di pelle cui dovete dodicimila euro persi a poker, vi si rivolgesse così, l'arrivo di un'affascinante sconosciuta scalza e in lacrime sul vostro Notturno Bus suonerebbe come un'inattesa benedizione caduta dal cielo...
NON PRENDERE IMPEGNI STASERA
Frammenti di vita amorosa sotto il cielo di Roma. Ma, in Non prendere impegni stasera, Gianluca Maria Tavarelli ha (purtroppo) perso il tocco. Quello, ad esempio, di Un amore (1999). Perché al di là di qualche battuta riuscita (e divertente), il film corale non riesce quasi mai a "tenere insieme" i suoi pezzi e si frantuma esattamente come i cuori dei malcapitati otto personaggi, ovvero quattro coppie.
NELLA VALLE DI ELAH
L'America guarda se stessa. Alcune cose che vede vanno bene, altre possono essere cambiate. Paul Haggis con In the Valley of Elah ci mostra la sua personale riflessione su cosa siano diventati e dove stiano andando gli Stati Uniti post 11 settembre: il suo sguardo si mantiene al di sopra delle parti ed è sincero, paterno, tagliente. Il sentimentalismo, declinato quasi sempre nell'amor patrio, si palesa a tratti ma non inquina mai il classico rigore della sceneggiatura, che ancora il film nei confini del genere.
NATALE IN CROCIERA
Moglie (Brilli) e figlio sulla neve di Cortina a sciare, campo libero per il fedifrago Paolo Cioffa (De Sica): finalmente può portare in vacanza l'amante venezuelana Magda (Yespica). Sarebbe perfetto, ma un imprevisto rischia di fargli saltare i piani. Fortunatamente, però, il cognato Felice (Siani) è stato appena mollato dalla fidanzata e, per farlo riprendere, qualcuno deve accompagnarlo per un Natale in crociera.
NON È MAI TROPPO TARDI
"Quando è morto aveva gli occhi chiusi e il cuore aperto". Inizia con un volo radente sulle montagne innevate, che contrappuntano una voice off che va subito al punto, non nascondendo allo spettatore che, con lievità e accortezza, si parlerà di morte, di sofferenza, di dolore umano e fisico.Due grandi attori istrioneggiano sullo schermo. Jack Nicholson è un magnate della sanità privata, misantropo, scorbutico, difficile da conquistare perché estremamente sicuro di sé, fondando la propria sicurezza sulla propria montagna di denaro.
NON C’È PIÙ NIENTE DA FARE
Non c'è più niente da fare / è stato bello sognare... cantava Bobby Solo nel 1966. Dalla canzone prende il titolo questo film, esordio alla regia di Emanuele Barresi, per raccontare una piccola storia nella Livorno degli anni 2000: Enrico (il quasi esordiente Stefano Filippi), disoccupato e regista dilettante, dirige una compagnia di "attori" che si ritrovano a provare quasi ogni sera nel piccolo teatro abbandonato della città.
NON È UN PAESE PER VECCHI
1980. Llewelyn Moss, in cerca di antilopi in pieno deserto, si imbatte nel punto dove è appena avvenuto un regolamento di conti tra trafficanti di droga. E soprattutto, in una valigetta con dentro due milioni di dollari. Moss prende la valigetta, ma si mette sulle sue tracce Anton Chigurh, sadico killer che uccide a colpi di aria compressa, pressoché impossibile da fermare. Altrove, lo sceriffo Ed Tom Bell cerca di rintracciare Moss prima di Chigurh. La vita di molte persone dipendono da chi dei due lo raggiungerà per primo.
NELLE TUE MANI
Dopo un silenzio, più o meno forzato, di ben 8 anni (il suo ultimo lavoro Controvento con l'inedita accoppiata Buy-Golino risale al 2000), torna Peter Del Monte, per alcuni un maestro, per altri un regista sopravvalutato. Schivo, introverso e decisamente non facile, Del Monte si è sempre imposto con un cinema fuori dagli schemi, poco convenzionale e lontano dal gusto corrente. Un cinema forse d'altri tempi che si ricollega a tutta una tradizione, anche di matrice antonioniana se vogliamo, più incline all'introspezione e all'intimismo che non alla spettacolarizzazione dei sentimenti o all'esaltazione del pathos.
NESSUNA QUALITÀ AGLI EROI
Nessuna qualità al regista. Potremmo fermarci e chiudere qui. Se ciò corrispondesse a verità, perlomeno: già perchè forse qualche qualità Paolo Franchi come regista ce l'ha pure - e ciò risulta evidente dalla visione del film (come a dire, almeno la macchina la sa tenere in mano, perlomeno non ha uno stile fiction). Purtroppo queste poche qualità da onesto mestierante vengono sepolte da un Ego grande quanto un universo e una presunzione di eguali proporzioni.
NEXT
Avanti il prossimo. Che importa se sia un killer, un sorvegliante di uno dei mille casinò di Las Vegas, una bella ragazza bisognosa di aiuto od un intero plotone di agenti dell'Fbi in tenuta da combattimento? Per Cris la differenza è minima. Perchè madre natura gli ha fatto dono di poter vedere la sua vita nei due minuti successivi all'istante presente. Si, Cris può vedere il proprio futuro e, di conseguenza, cambiarlo.
NON PENSARCI
Sorrisi larghi, abbracci, pacche sulle spalle: si sa che la famiglia perfetta risiede solo nella pubblicità e le acque tranquille si increspano al primo sassolino lanciato. Per i Nardini da Rimini, i fragili equilibri si spezzano quando Stefano (Valerio Mastandrea), secondo di tre figli, rincasa da Roma dopo aver tentato di sfondare come chitarrista punk-rock. A Stefano, pecora nera, si contrappone Alberto (Giuseppe Battiston), il fratello maggiore, che ha preso in mano le redini della fabbrichetta di ciliege sotto spirito e si stressa tra moglie e figli piccoli.





























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