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MARS - DOVE NASCONO I SOGNI
Boris, pugile disilluso messo al tappeto dal mondo e dalla vita, è in fuga da qualcosa o qualcuno: il suo treno si ferma in un posto bizzarro, la città di Marks (ma la k è andata perduta...), brulicante di peluches della fabbrica locale (che li usa anche come moneta per pagare i dipendenti) e popolata da chi non vede l'ora di andarsene. Nel corso del suo forzato soggiorno, Boris verrà coinvolto in un triangolo con il timido Grischa e l'eterea Greta: un tragico epilogo incombe, che solo l'amore di Grischa sarà in grado di trasfigurare.
MISSTAKE
Anna Valle è il vero deus-ex-machina di quello che si profila come uno dei più classici cluedo, un invito a cena con delitto, del quale si è fatta interprete, nei panni per lei insoliti di una dark lady estremamente cinica, e produttrice. Misstake, infatti, ci racconta dell'invito a cena rivolto da una contessa decaduta ad una serie di improbabili commensali, da subito in estrema competizione tra loro nel cercare di ottenere il possesso della magnifica e fatiscente villa in cui abita, in occasione del suo compleanno.
NELLE TUE MANI
Dopo un silenzio, più o meno forzato, di ben 8 anni (il suo ultimo lavoro Controvento con l'inedita accoppiata Buy-Golino risale al 2000), torna Peter Del Monte, per alcuni un maestro, per altri un regista sopravvalutato. Schivo, introverso e decisamente non facile, Del Monte si è sempre imposto con un cinema fuori dagli schemi, poco convenzionale e lontano dal gusto corrente. Un cinema forse d'altri tempi che si ricollega a tutta una tradizione, anche di matrice antonioniana se vogliamo, più incline all'introspezione e all'intimismo che non alla spettacolarizzazione dei sentimenti o all'esaltazione del pathos.
VOGLIAMO ANCHE LE ROSE
Alina Marazzi è ormai un'affermata regista italiana, che negli ultimi anni ci ha regalato opere come Un'ora sola ti vorrei o Per sempre. Di nuovo passando dal festival di Locarno e da quello di Torino, arriva nelle sale il suo nuovo film, Vogliamo anche le rose, tre straordinari ritratti femminili negli anni della contestazione. Quando ricorrono gli anni con l'8 le celebrazioni per i decennali del ‘68 e dell'omicidio Moro riempiono fino allo sfinimento il dibattito pubblico e gli scaffali di librerie/biblioteche.
LA RABBIA
Con tutta probabilità (e citando un noto aneddoto su Rembrandt che Louis Nero inserisce nel film con una certa dose di immodestia), siamo tra quei novantasei fruitori de La rabbia a non averci capito granché, o nella migliore delle ipotesi a essere piuttosto insoddisfatti di quel che abbiamo compreso. Ci appelliamo dunque ai potenti mezzi del web per contattare i quattro spettatori ideali che hanno capito tutto e illuminarci. Ovviamente, regista e produzione astengansi.
FINE PENA MAI – PARADISO PERDUTO
Gli anni '80 in Puglia sono gli anni delle pistole, dell'arrivo dell'eroina e dei lutti, ma anche gli anni dell'assalto al territorio, delle tangenti, dei flussi di denaro pubblici intercettati chissà da chi e chissà in che modo, della totale assenza di qualsiasi senso di comunità, anni che hanno lacerato e bruciato vite in una ‘periferia infinita', dove la coesione sociale era già morta da troppo tempo.
FORSE DIO È MALATO
Viaggio semidocumentaristico nell'Africa subsahariana contemporanea, con qualche concessione alla ricostruzione di fiction. Protagonisti i bambini e le donne di Mozambico, Angola, Uganda, Senegal, Camerun e Sudafrica. Liberamente ispirato all'omonimo libro di Walter Veltroni, che ha recentemente dichiarato: "Un film che dovrebbe far riflettere su cosa significhi vivere in una parte del mondo dove sopravvivere è una scommessa".
RENDITION – DETENZIONE ILLEGALE
Extraordinary rendition è la locuzione inglese con cui si designa un'azione (sostanzialmente illegale) di cattura / deportazione / detenzione eseguita nei confronti di un "elemento ostile", sospettato di essere un terrorista. La pratica delle extraordinary renditions (o consegne straordinarie) è stata ripetutamente messa in atto dai servizi segreti americani, in particolare dalla CIA, durante l'Amministrazione Clinton e reiterata in maniera più intensiva dall'Amministrazione Bush a seguito degli attentati dell'11 settembre.
[REC]
Niente di nuovo sotto il sole, diranno alcuni. L'uso claustrofobico della camera a spalla, che sovrappone l'occhio ironico del regista al terrorizzato punto d'osservazione di un personaggio armato di sola macchina da presa, già aveva fatto notizia col Blair Witch Project furbetto di qualche anno fa. Ma si sa, sono molte le cose che, accadendo "Mientras tú duermes" (questo il nome del fittizio programma TV del caso), meritano di essere raccontate. Col tasto [REC] a portata di mano e una buona dose di efficace faccia tosta.
UN UOMO QUALUNQUE
Mettiamolo in chiaro. Il protagonista del film non è affatto un uomo qualunque. "Era un uomo tranquillo", "He was a quiet man" come dice il titolo originale e più eloquentemente le interviste stampino dei sorpresi vicini di casa, dopo il fattaccio. Parte da qui, Frank Cappello. O meglio ritorna lì, dove, paradossalmente, (non) si era (mai) stati. È la inevitabile conclusione di un anello aperto, un delirio deviato, nato dal tentativo di spiegare quello che davvero c'era dietro quel uomo tranquillo - o quelli che tutti ritenevano tale.
WALK HARD – LA STORIA DI DEWEY COX
Due fratelli che giocano, una giornata di sole e tutta una vita davanti: che può succedere di male in un giorno come questo? Ma il destino è dietro l'angolo, e gli eventi ferali che segneranno quell'indimenticabile pomeriggio nella vita del musicista Dewey Cox lo tormenteranno fino alla fine, in un'odissea interminabile di successi, fallimenti, eccessi e riabilitazioni, relazioni di una notte e matrimoni burrascosi. Che poi non c'è niente di serio, dato che stiamo parlando di una commedia demenziale.
MIMZY - IL SEGRETO DELL’UNIVERSO
Quando Noah, di anni dieci, stupisce la classe e il suo insegnante di scienze con una ricerca sbalorditiva, in nessun modo giustificata dal suo curriculum scolastico precedente, il padre David si compiace di aver finalmente scoperto il talento del figlio maggiore, mentre la madre Jo ha delle perplessità. In realtà, le improvvise abilità di Noah hanno un origine insospettabile: durante le vacanze di Pasqua, Noah e la sorellina Emma hanno scoperto sulla spiaggia della loro casa di villeggiatura alcuni strani oggetti, dei "giocattoli" di origine apparentemente aliena, che sembrano costituire i pezzi di un complicato puzzle che solo i due bambini sono in grado di risolvere.
WATER HORSE – LA LEGGENDA DEGLI ABISSI
Il mostro di Loch Ness non sembra avere fortuna al cinema. Dal mediocre Loch Ness (1996) con uno spaesato Ted Danson a Beneath Loch Ness (2001), da noi Il mistero di Loch Ness, maldestro horror uscito solo in homevideo, fino al documentario Incident at Loch Ness (2004), inedito in Italia, che annovera tra gli sceneggiatori niente meno che Werner Herzog (che compare anche nel film nella parte di se stesso), la leggenda della creatura degli abissi non riesce a trovare la sua meritata trasposizione su grande schermo.
CENERENTOLA E GLI 007 NANI
Il mondo delle favole (dove convivono a pochi isolati di distanza i principali protagonisti anderseniani e non) è nel caos: l'equilibrio tra bene e male si è spezzato, complice lo zampino di Frida, la matrigna di Cenerentola, stanca che le cose vadano a finire sempre nello stesso modo. Toccherà alla figliastra, Ella (che sta Per Cinderella/ Cenerentola), rimettere le cose a posto con l'aiuto del lavapiatti Rick (il principe azzurro è un babbeo inaffidabile un tantino sopravvalutato dalla vulgata).
JUMPER
Doug Liman, il regista di Jumper, ha firmato in anni passati solidi film d'intrattenimento. The Bourne Identity e Mr. and Mrs. Smith portano in esergo la firma del giovane regista americano. Nulla di eccezionale, film che non rimarranno nella memoria per lungo tempo, ma pellicole di solido intrattenimento, che di certo lasciavano ben sperare in Jumper. La nuova pellicola di Liman sulla carta è infatti un film di fantascienza ad alto budget, che vede la presenza nel cast di una stella di primo piano come Hayden Christensen, sostenuto da uno studio importante come la Fox.
IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA
Sono passati cinque anni dal suo esordio con Pater Familias e la mano di Francesco Patierno è, oggi, più sicura e versatile. Ciò risulta evidente in questa sua terza regia, ispiratasi al libro autobiografico di Marco Baldini, Il giocatore: "L'inizio di questo romanzo, con un ragazzo condotto da due brutti ceffi davanti a una buca perché scavi da sé la propria fossa, mi ha subito folgorato, dandomi l'entusiasmo necessario e l'avvio per partire".
PROSPETTIVE DI UN DELITTO
Era inevitabile che nell'era del digitale democratico il cinema non si (ri)ponesse il problema del punto di vista. Ed era altrettanto inevitabile che un genere come il film d'azione non cercasse di adeguarsi a questo rinnovamento radicale, cercando di sfruttarne a pieno le potenzialità. Ecco dunque saltar fuori un film come Prospettive di un delitto, che cerca di coniugare questi due aspetti con risultati, però, a dir poco disastrosi.
IL FUTURO NON È SCRITTO – JOE STRUMMER
Quattro anni fa - sembra ieri - Joe Strummer, leggendario leader dei Clash risorto a nuova vita (artistica e non) - col nuovo complesso Joe Strummer & The Mescaleros, moriva di infarto a 50 anni; la conseguenza, più che di una vita oltre le regole, di una malformazione cardiaca che avrebbe potuto essergli fatale in qualsiasi momento, anche prima che il mito avesse inizio. La sorte ha invece deciso di risparmiarlo per mezzo secolo, regalandoci una figura estrema e contraddittoria ma esemplare per carisma e per umanità.
TUTTA LA MIA VITA IN PRIGIONE
La notte del nove dicembre 1981 il ventisettenne afroamericano Mumia Abu Jamal, giornalista, padre di famiglia, carismatico esponente del movimento dei Black Panthers, viene arrestato in quel di Philadelphia con la pesantissima accusa di aver ucciso a colpi di pistola Daniel Faulkner, poliziotto. Bianco. In quelle stesse ore, a Londra, veniva alla luce William Francome (nella foto, con Angela Davis). Venticinque anni dopo, mentre Mumia si prepara a ricorrere ancora una volta in appello, William riflette su un dato: l'uomo ha trascorso in carcere un periodo di tempo pari alla propria intera vita.
JOHN RAMBO
Vent'anni dopo aver rivoltato l'Afghanistan come un calzino (pochi mesi prima che ci pensasse la perestrojka ad appianare i contrasti), Rambo vive in solitudine lungo il confine tra Birmania e Thailandia, cattura serpenti e guida missionari idealisti lungo il fiume devastato dalla guerra civile più lunga al mondo (sessant'anni). Ovviamente, i missionari non tornano. E dopo tanta guerra passata davanti ai suoi occhi, John Rambo riforgia le armi bianche e torna a far strage di autoctoni belligeranti. Vivere per niente, o morire per qualcosa?






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![[REC]](http://www.zabriskiepoint.net/files/REC_th.jpg)











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