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KIM ROSSI STUART, “MI SENTO UN BAMBINO TRA I REGISTI”
“Per questo forse - sostiene l’esordiente dietro la macchina da presa, ma già ben noto attore - ho scelto l’infanzia come tema del mio primo film”
“Noi adulti facciamo errori enormi e i piccoli ci aiutano a comprenderli”. Kim Rossi Stuart si definisce un “baby regista” ma la sua prova da esordiente non gli dà ragione, giacché il film appare di valore, sia nella forma che nei contenuti. Ma ecco quanto Kim Rossi Stuart ha raccontato oggi alla stampa che lo ha incontrato in occasione della presentazione di Anche libero va bene, in uscita per 01 distribution dal prossimo venerdì, 5 maggio e selezionato alla Quinzaine des Realisateurs dell’imminente Festival di Cannes, dove sarà proiettato il 20 maggio.
“Sono diversi i temi trattati in Anche libero va bene, ma se volessimo sintetizzare, si tratta di una storia d’amore tra un padre e un figlio o tra questi due insieme verso una madre. La storia di certo ha comandato tutta la genesi del film, a cui penso da anni e per altrettanti è stato in fase di scrittura. Una storia che parte da una prima domanda di fondo, vale a dire su che tipo di bimbo si voleva raccontare. E la risposta è stata di un ragazzino con un’infanzia dura, complessa, non per questo infelice ma di certo travagliata da una famiglia problematica. Si doveva dunque costruire attorno a questo le personalità – e i relativi problemi – dei due genitori. Il bambino che interpretasse Tommaso – continua Rossi Stuart – è stato selezionato cercando a lungo per scuole, piscine e campi di calcio. Alla fine abbiamo scelto questo straordinario bimbo, Alessandro Morace, che per la sua bravura e capacità di improvvisare sul set veniva definito ‘Robert De Niro’. Ai due piccoli attori, anche Marta Nobili che interpreta la sorellina Viola, non è stata data la sceneggiatura da leggere ma venivano semplicemente spiegate le scene e si lasciava loro la libertà di interpretarle. D’altra parte la sceneggiatura stessa, benché serratissima dal punto di vista strutturale, era costruita per avere margini di libertà sia nei movimenti che nei dialoghi.
In quanto ai due genitori, credo di averli amati moltissimo in tutti i loro difetti. Specie il personaggio di Stefania – una bravissima Barbora Bobulova – che è davvero complesso e molto nevrotico. Per quanto riguarda Renato, che interpreto io anche se inizialmente avevo in mente un altro attore che alla fine per problemi personali è letteralmente scomparso, si tratta di un uomo che si sente profondamente macho, ma in realtà è consapevole che il mondo gli sta crollando addosso. E le bestemmie che dice non sono provocatorie ma di puro sfogo, reazione. Le percepisco molto umane”.
Il regista Kim Rossi Stuart si sente fortunato a non dover scegliere tra la carriera di attore e, appunto regista: “Io faccio cinema ma anche teatro e televisione. Certo, recitare e dirigere sono cose completamente diverse e il ruolo di chi sta dietro alla macchina da presa è sicuramente molto più compromettente rispetto a chi vi sta davanti. D’altra parte – ammette Kim – a 20 anni la mia prima audizione la feci con una sceneggiatura in mano.. e questo vi fa comprendere quanto sia importante per me la regia”.
La sceneggiatura di Anche libero va bene è stata scritta in 3 anni e a otto mani, giacché oltre allo stesso Rossi Stuart hanno lavorato Linda Ferri, Federico Starnone e Francesco Giammusso. “Volevo spingere il personaggio di Stefania su toni più positivi – ammette Linda Ferri – ma i tre uomini invece l’hanno resa più negativa, mentre su Renato il lavoro è stato condotto con maggiore simpatia”.
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