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INSIDE MAN
di Spike Lee
Soggetto: Russell Gewirtz
Sceneggiatura: Russell Gewirtz, Adam Erbacher
Fotografia: Matthew Libatique
Musiche: Terence Blanchard
Montaggio: Barry Alexander Brown
Interpreti: Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster, Christopher Plummer, Willem Dafoe, Chiwetel Ejiofor
Produzione: Imagine Entertainment, Universal Pictures, 40 Acres & a Mule Filmworks
Distribuzione: UIP
Nazionalità ed anno: GB/USA, 2006
Durata: 115’
Data di uscita: 7 aprile 2006
Sito italiano: http://www.insideman-ilfilm.it
4 e mezzo
Inside Man è un film dove tutto è differente da quello che sembra. È insieme un poliziesco, un thriller, una commedia, un dramma, ma in realtà non è nulla di tutto ciò. Il più famoso regista afroamericano, al suo primo film di genere e al primo finanziato da una major (produce Brian Grazer, collaboratore storico di Ron Howard), spiazza con un’opera che a prima vista potrebbe sembrare lontana dalle sue corde, ma che a ben vedere è ancora una riflessione sulla convivenza multirazziale, sulla violenza urbana, sul potere, sull’invasione massmediologica…
Tutto è stemperato perché condito da una sapiente vena umoristica, ma Spike, affidandosi ad una geniale sceneggiatura scritta dall’esordiente Gewirtz, affonda ancora duro, andando oltre le sue classiche tematiche per arrivare a toccare un argomento esistenziale e assoluto come le persecuzioni degli ebrei ai tempi del nazismo.
Quattro presunti rapinatori entrano nella sede di Wall Street di una importante banca e prendono in ostaggio 50 persone, ma in realtà non si comportanto né come dei delinquenti né come dei ladri. Il caso è affidato ad un detective di colore ingiustamente accusato di corruzione: questa sarà l’occasione per riabilitarsi.
Attenendosi quasi assolutamente all’unità teatrale di tempo e luogo, Lee riesce a creare suspence anche se non succede pressoché nulla che crei tensione. Infatti, nonostante si tratti di una rapina, tutto viene svolto con calma, anche le indagini della polizia, e non c’è contraddizione tra l’apparente drammaticità della situazione e la calma dei comportamenti di assediati e assedianti.
Geniale poi l’idea dei banditi mascherati come gli ostaggi (in realtà questo stratagemma è il vero deux ex machina che risolve la vicenda): forse non è un caso che una dinamica simile si trovi in un altro film attualmente sugli schermi, V per Vendetta. Come dire che l’idea della spersonalizzazione dell’individuo (uno nessuno centomila…) è “la soluzione” nell’epoca della globalizzazione massmediologica.
Magistrali tutte le interpretazioni, su tutti Denzel Washington alla sua quarta collaborazione con il regista, Clive Owen, che recita per la maggior parte del film con il volto coperto e un'algida Jodie Foster.
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