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THE DOOR IN THE FLOOR

di Tod Williams

Soggetto: tratto dal romanzo “A Widow for One Year” di John Irving
Sceneggiatura: Tod Williams
Fotografia: Terry Stacey
Montaggio: Affonso Goncalves
Musiche: Marcelo Zarvos
Interpreti: Jeff Bridges, Kim Basinger, Jon Foster, Mimi Rogers, Elle Fanning, Bijou Phillips
Produzione: Focus Features, This Is That Productions, Revere Pictures, Good Machine
Distribuzione: Eagle Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2004
Durata: 111’
Data di uscita: 3 febbraio 2006
THE DOOR IN THE FLOOR
2 e mezzo
Famoso autore di libri per bambini, Ted Cole (Jeff Bridges) sta trascorrendo l’estate con la moglie Marion (Kim Basinger) e la figlioletta Ruth (Ellen Fanning) nella tenuta estiva di East Hampton, New York. L’arrivo del giovane Eddie (Jon Foster), ingaggiato come assistente da Ted, porterà violentemente in superficie le crepe di un matrimonio ormai compromesso in maniera irrimediabile, lacerato con il tempo dalla tragedia avvenuta anni prima, la morte dei due figli maschi in un incidente stradale.
L’anticamera del divorzio sarà contrassegnata, allora, dalla liaison fra il ragazzo e Marion e dall’evidente impossibilità, per Ted, di regolarizzare la sua vita, il suo lavoro, i suoi istinti.
Anomalo dramma dalle tenui atmosfere, sollevato di tanto in tanto dal viscerale umorismo di un Jeff Bridges molto vicino al drugo che fu, The Door in the Floor – dal titolo di una novella molto significativa scritta dal personaggio di Ted – scorre lungo lo schermo senza cedere ad eventuali virtuosismi o richiami da thriller di quart’ordine. Lineare, fortissimamente imperniato sulla prova dei suoi protagonisti (Kim Basinger è così affascinante da lasciar senza fiato), il lavoro di Tod Williams (già regista di The Adventures of Sebastian Cole, da noi inedito) è capace di trasmettere buone inquietudini, pur rimanendo in una sorta di limbo quando si tratta di affondare il colpo. Quella che rimarrà, alla fine, sarà la convinzione di aver assistito ad un piacevole, ma non indimenticabile, concerto: difficile ricordarne i momenti più evocativi, ancor più impegnativo riportare alla mente i passaggi di qualche brano. Da un romanzo di John Irving.
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